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Cannes Court Métrage 2019, i cortometraggi della selezione ufficiale

Uno sguardo agli 11 corti in gara per la Palma e ai 17 della Cinéfondation, tra sorprese e graditi ritorni

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Il 72° Festival di Cannes ha annunciato la selezione ufficiale di Cannes Court Métrage 2019. Il concorso include 11 cortometraggi (9 lavori di fiction, 1 documentario e 1 animazione), che arrivano da Albania, Argentina, Francia, Finlandia, Grecia, Israele, Ucraina, Svezia e Stati Uniti, scelti tra 4240 titoli.

Particolare curiosità destano alcuni titoli come La siesta dell’argentino Federico Luis Tachella, The Distance Between Us and the Sky del greco Vasilis Kekatos (rivelazione con The Silence of the Dying Fish) e il terzo corto da regista di Chloë Sevigny, White Echo.

Il programma della Cinéfondation comprende invece 17 film (14 live-action e 3 animazioni), selezionati tra oltre 2mila candidature arrivate da scuole di tutto il mondo. Qui c’è un titolo italiano: Rosso – La vera storia falsa del pescatore Clemente di Antonio Messana, realizzato però per la scuola francese La Fémis. Dal trailer ufficiale, pare promettere molto bene. Così come Roadkill del polacco-londinese Leszek Mozga e One Hundred and Twenty-Eight Thousand del ceco Ondřej Erban.

Cannes Court Métrage 2019: i cortometraggi in Concorso

All Inclusive di Teemu Nikki (Finlandia)
And Then the Bear di Agnès Patron (Francia)
Anna di Dekel Berenson (Ucraina, Israele, Gran Bretagna)
Butterflies (Parparim) di Yona Rozenkier (Israele)
Monster God (Monstruo Dios) di Agustina San Martín (Argentina)
The Distance Between Us and the Sky di Vasilis Kekatos (Grecia, Francia)
The Jump di Vanessa Dumont e Nicolas Davenel (Francia)
The Nap (La siesta) di Federico Luis Tachella (Argentina)
The Van di Erenik Beqiri (Albania, Francia)
White Echo di Chloë Sevigny (Stati Uniti)
Who Talks (Ingen lyssnar) di Elin Övergaard (Svezia)

Cinéfondation 2019: la selezione ufficiale

Adam di Shoki Lin (Singapore)
Alien (Reonghee) di Yeon Jegwang (Corea del Sud)
Ambience di Wisam Al-Jafari (Palestina)
As Up to Now (Ahogy eddig) di Katalin Moldovai (Ungheria)
Bamboe by Flo Van Deuren (Belgio)
Complex Subject (Slozhnopodchinennoe) di Olesya Yakovleva (Russia)
Favourites (Favoriten) di Martin Monk (Austria)
Hieu di Richard Van (Stati Uniti)
Jeremiah di Kenya Gillespie (Stati Uniti)
Mano a mano di Louise Courvoisier (Francia)
One Hundred and Twenty-Eight Thousand (Sto dvacet osm tisíc) di Ondřej Erban (Repubblica Ceca)
Pura vida di Martin Gonda (Slovacchia)
Rift (Netek) di Yarden Lipshitz Louz (Israele)
Roadkill di Leszek Mozga (Gran Bretagna)
Rosso: A True Lie About a Fisherman (Rosso – La vera storia falsa del pescatore Clemente) di Antonio Messana (Francia)
Solar Plexus di David McShane (Gran Bretagna)
The Little Soul (Duszyczka) di Barbara Rupik (Polonia)

In attesa di ciò che vedremo in Concorso e alla Cinéfondation, ecco un antipasto con alcuni corti realizzati in passato (e disponibili online) dai registi selezionati a Cannes 2019.

La veuve Caillou di Agnès Patron

Kitty di Chloë Sevigny

Kaveri (A Mate) di Teemu Nikki

Bugs on a Helmet (Khaya im kasda) di Yona Rozenkier

Awake di Martin Monk

Sauda Zahra di Wisam Al-Jafari e Garrett Johnson

Mind of an Artist – Don MCCullin di Leszek Mozga

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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