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FOCUS ON: Alberto Guerra e Massimiliano Nicolè

Intervista agli autori della mini web serie 'Hai visto Tom Collins?', divoratrice di premi al Rome Web Awards

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La situazione ideale per affrontare quest’intervista sarebbe stata: bar dagli interni in legno, penombra, tre cocktail grondanti condensa e magari dei sigari. Giusto per non smentirsi troppo e per rivestire al meglio il cliché di artisti consumati. Purtroppo, però, il fato ha voluto che la distanza tra me e gli ideatori di Hai visto Tom Collins?, miniserie web, imponesse alcune restrizioni alla fantasia. Ciononostante, ecco cosa è emerso dal mio incontro virtuale con l’attore Alberto Guerra (a destra) e il fotografo Massimiliano Nicolè (a sinistra). La serie si sviluppa come uno pseudo documentario dai toni comici, in cui il protagonista, un assetato e fedelissimo cliente di un bar, chiede in ogni puntata un drink diverso, raccontando alcuni aneddoti sulla creazione dell’alcolico prescelto per combattere la secchezza delle fauci.

Chi ha avuto l’idea di questa miniserie, al limite del documentario? Come si è sviluppato successivamente il progetto?
A:
L’idea per una serie sui cocktail è venuta a Massimiliano più di un anno e mezzo fa (gennaio 2015). Ricordo che venne da me e mi chiese se mi andava di fare qualcosa legato ai cocktail. Io gli risposi che ce ne saremmo potuti bere un paio e da lì la cosa partì.
M: La fase più difficile è stata capire quale fosse il modo più efficace e rappresentabile per raccontare la storia dei drink. Perciò tentativo dopo tentativo siamo approdati alla formula cliente/narratore e barman.

Come mai avete scelto proprio l’alcol come protagonista della serie?
A: Ritengo che più che l’alcol il protagonista della serie siano le storie. Ciò che sin da subito ci ha affascinato è stata l’idea che dietro a ogni drink si nasconda una genesi spesso celata. Raccontare la storia di qualcosa che ormai la gente assimila con regolarità credo sia appagante. I cocktail che ordiniamo al bar sono spesso la trama di un tessuto culturale collettivo molto più ampio. La scelta di un drink contribuisce a palesare la nostra identità o, se mi permetti il gioco di parole, ciò che vogliamo dar da bere al prossimo.
M: Esatto, più che l’alcol si tratta delle storie dietro ai cocktail. Sia io che Alberto siamo molto appassionati ad entrambe le cose: le curiosità e il mondo del bere. Riuscire a legare i due argomenti è stata la mossa vincente per dare vita al progetto.

Avete scelto un Tom Collins per il titolo perché è l’unico drink con nome e cognome?
A:
Abbiamo scelto il nome Tom Collins perché la storia di questo drink è molto curiosa…
M: Sì, perché secondo noi dietro a questo drink si cela uno dei più divertenti aneddoti sul mondo della miscelazione e, trattando la nostra serie di curiosità, il nome ci sembrava molto azzeccato.

(Nonostante il forte pressing, i due non hanno voluto confessarmi tale rimarchevole storia. Forse per paura di svelare qualche anticipazione. Girovagando nell’Internet, confesso, mio malgrado, di non essere riuscita a trovare un aneddoto sufficientemente accattivante con cui ammaliarvi. Saremo dunque costretti ad aspettare la prossima stagione, n.d.r.).

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Qual è il vostro alcolico preferito?
A: Ritengo che la passione per il whisky scozzese sia mia che di Massi non sia mai stata messa in discussione e mai lo sarà.
M: Mai in discussione, e per quanto riguarda il drink direi per entrambi il Bourbon Sour.

Una delle caratteristiche più curiose della serie è proprio la sua durata ridotta. Poche puntate e pochi minuti per episodio. Pensate che in questo modo l’attenzione dello spettatore sia meglio incanalata?
A: Ahimè, la fruizione di filmati sul web impone un minutaggio ridotto. In principio alcune sequenze erano molto più lunghe ma ci siamo trovati a fare un gran lavoro di labor limae in fase di montaggio. L’attenzione dello spettatore ha bisogno di essere continuamente sollecitata sia a livello visivo che di svolte narrative inerenti la scrittura scenica.

Avete avuto riscontri molto positivi. Vi aspettavate questo successo? Contro chi vi siete trovati a competere?
A: Riscontri positivi ce ne sono stati. A riprova di ciò, i riconoscimenti che ci sono stati attribuiti in occasione del Rome Web Awards e di altri festival (di settore) a cui abbiamo scelto di iscrivere la nostra serie. Il pubblico sembra apprezzare la nuova via dello storytelling che abbiamo scelto di imboccare.
M: Aver partecipato ed essere inseriti nelle selezioni di importanti festival sul mondo del web (dopo Roma e Melbourne tocca alla Sicilia con il Sicily Web Fest e poi al Bilbao Web Fest ad ottobre) è per noi un grande riscontro alla passione che stiamo mettendo sul progetto.

State già preparando qualche nuova serie?
A: Non si dovrebbe spoilerare, ma almeno una decina di nuovi episodi sono già stati scritti…

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Hai visto Tom Collins? al Rome Web Awards ha vinto i seguenti premi all’interno della categoria “Mockumentary-Non Fiction”: Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista, Miglior locandina e Miglior sceneggiatura. Successivamente, tutti i vincitori sono stati sottoposti ad ulteriore giudizio, in cui hanno premiato nuovamente la serie per la sceneggiatura. Tom Collins era stata candidata anche al Melbourne Web Fest per Best International Non Fiction e Best Editing. A settembre incroceremo le dita per loro per altre premiazioni.

Marta Zannoner

Marta Zannoner

Aspirante scrittrice, osservo la realtà spesso distrattamente. Per questo ricorro ai film, per prestare attenzione.

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