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FOCUS ON: The Island of All Together

Conversazioni a Lesbo con la coppia di regista olandesi che ha invitato a parlare turisti e rifugiati

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Una coppia di Amsterdam si è recata a Lesbo con l’intenzione di raccontare due realtà lontane che si sono ritrovate a condividere lo stesso spazio durante il periodo estivo: turisti e rifugiati.

Nonostante lo spazio ristretto dell’isola, è difficile che questi due mondi entrino in contatto.

Da qui è iniziata l’idea e il progetto The Island of All Together di Philip Brink e Marieke van der Velden.

Una panchina, una camera, e l’occasione per turisti e rifugiati di conoscersi l’un l’altro.

Valeria Mazzucchi: Perché è importante per voi realizzare questo documentario?

Marieke: Per noi l’obiettivo non era fare un documentario in quanto tale, perché non è il nostro lavoro. Tuttavia crediamo di avere un’idea da comunicare e per questo usiamo la nostra macchina da presa, ma può essere anche la  fotografia, l’audio, o la scrittura.

VM: Davanti a delle grandi questioni, come la crisi dei rifugiati, che ruolo può avere un documentario?

M: Penso che un documentario può essere importante perché è capace di darti una vista panoramica su quello che succede e ti riporta in contatto con la realtà e l’umanità di una questione.

MARIEKE&PHILIP

VM: Avete già realizzato progetti simili in passato?

M: In passato ho viaggiato per più di 45 Paesi con dei progetti commissionati da Organizzazioni non governative e UNICEF.

Con mio marito Philip (che ha la sua agenzia pubblicitaria ed è regista) cerchiamo di realizzare un progetto personale all’anno. In questi progetti, vogliano cercare di dare una dimensione quotidiana e umana in contrasto con il gran numero di news e report da cui siamo bombardati ogni giorno.

VM: Se il vostro obiettivo è quello di far vedere il più possibile il vostro documentario, qual è secondo voi il modo migliore per distribuirlo?

M: Abbiamo deciso di mettere la versione del documentario completa online da subito. Il nostro obiettivo era che il film fosse visto dal maggior numero possibile di persone, anche quelle che non hanno l’abitudine di andare ai festival di film e documentari. In questa maniera, chi vuole guardare il film ha solamente bisogno di uno smartphone, un computer e un wi-fi.

Infine, vedere che il film fosse stato visto cosi tante volte online e che ricevesse una tale attenzione nei media, ci ha reso particolarmente felici, ed ancora di più sapere che il film viene adesso proiettato in molte scuole prima dell’inizio delle lezioni.

The Island of All Together

Valeria Mazzucchi

WHOLA

WHOLA

WHOLA è un gruppo di ragazze nate negli anni ’90. Abbiamo storie un po’ diverse, ma a tutte noi piacciono le storie, soprattutto quelle raccontate bene. 

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