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I 10 migliori cortometraggi del 2017 (visionabili online)

Dalla Cina al Libano, ecco il meglio del meglio (rigorosamente presente online!) da un anno ricco e incredibile per l’universo del cortometraggio

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Alessandro Zoppo e Tommaso Fagioli, curatori di Good Short Films, hanno scelto i dieci cortometraggi visionabili online che li hanno più impressionati in questo 2017. Un anno ricco di scoperte e sorprese, che conferma l’emergere di nuovi talenti e differenti voci del cinema breve. Restringere il campo e sceglierne 10 non è stato facile. Ecco la crème de la crème, rigorosamente disponibile online.

Everything
David OReilly (Irlanda / Stati Uniti, 11 minuti)
David OReilly è un disegnatore d’animazioni 3D e artista visuale irlandese, famoso soprattutto per aver creato ologrammi e app di Lei di Spike Jonze e cortometraggi satirici e premiatissimi come Please Say Something e The External World. Stavolta ha realizzato un vero e proprio videogioco nel quale i giocatori possono, letteralmente, diventare qualsiasi cosa: atomi, piante, animali, pianeti e galassie. Questo corto di 11 minuti è un “trailer” (così lo definisce OReilly) dove si può vedere il mondo dal punto di vista di qualunque oggetto o soggetto. La voce narrante di questo straordinario viaggio è quella del filosofo inglese Alan Watts (1915-1973).

La peste
Guillermo Carbonell (Uruguay, 10 minuti)
Montevideo, anni 70. Un gruppo di uomini deve sistemare una faccenda. Macchie di sangue sui loro vestiti. Nel cuore della notte, Rosa è svegliata da un rumore. Non è un ladro: è suo padre. È tornato a casa, ma nasconde un terribile segreto. Thriller, crime, home invasion, zombie movie. Un cocktail micidiale di generi. Funziona tutto a dovere: regia, montaggio, musiche (di Fede Alvarez), attori. E il gancio finale per La peste 2 (o La peste – Il film).

He Who Dances On Wood
Jessica Beshir (Stati Uniti, 6 minuti)
Filmmaker etiope-messicana, Jessica Beshir dirige un tenero e affettuoso ritratto di Fred Nelson, un incredibile ballerino di tip tap. Un uomo da sempre alla ricerca della gioia più profonda, colta nel ritmo che riesce a trovare in ogni cosa presente nel mondo che lo circonda. Come una preghiera, “la sua dedizione alla ricerca universale della pace interiore risuonerà in chiunque abbia trovato rifugio nella natura”. La danza diventa così una forma di connessione divina con il mondo naturale.

Happiness
Steve Cutts (Regno Unito, 4 minuti)
È possibile comprare la felicità? Ce lo racconta Steve Cutts, che immagina l’umanità come un’orda di ratti, adoratori del dio marketing, ammaliati dal Black Friday o dal Cyber Monday. Schegge impazzite alla ricerca dell’ultima offerta, come se la felicità fosse quel centesimo, quello o,o1€, che manca sempre ai prezzi dei prodotti in super sconto, la geniale trovata del capitalismo moderno. La recensione completa qui.

Ins Holz
Corina Schwingruber Ilic e Thomas Horat (Svizzera, 13 minuti)
Ogni quattro anni, durante i tre mesi invernali, sopra il lago di Ägeri, nel Canton Zugo, si consuma un antico rituale: il legno viene tagliato sulla cima più ripida della montagna . I tronchi sono lasciati galleggiare e portati a riva. Né la tecnica né il progresso sono riusciti a far abbandonare questo antico rito svizzero. Raccontando una pratica “quas estinta in tutti i Paesi dell’Europa”, un affascinante documentario observational-herzoghiano sul rapporto tra uomo e Natura, tra neve, sudore e motoseghe.

Life Smartphone
Xie Chenglin (Cina, 3 minuti)
Quali possano essere i problemi causati dalla distrazione da smartphone e dalla “selfite”? L’alienazione da cellulare raccontata con raffinata e graffiante ironia da Chenglin Xie, studente della China Central Academy of Fine Arts, con quest’animazione 2D al suo saggio di diploma. Presentato in anteprima al Festival di Annecy 2017 e tra i 10 corti d’animazione finalisti agli Oscar 2018.

The Rabbit Hunt
Patrick Bresnan (Stati Uniti, 12 minuti)
Nelle Everglades della Florida, la caccia al coniglio è un rito di passaggio per i più giovani, praticato sin dagli inizi del Novecento. In fuga dai campi di canne da zucchero in fiamme, le prede diventano subito l’obiettivo di questi cacciatori. Il regista Patrick Bresnan ha trascorso diversi anni nella comunità Pakohee del lago Okeechobee per seguire il 17enne Chris, sua madre, i suoi tre fratelli e le sue due sorelle: il risultato è uno scardinante documentario vérité con un feeling stranger-than-fiction. Uno sguardo limpido e potente sulla moderna (e urbana) lotta per la sussistenza.

Juice (India, 15 minuti)
Neeraj Ghaywan
Dal regista di Tra la terra e il cielo – Masaan, un faccia a faccia con le contraddizioni tra passato e presente in India e un urlo contro il patriarcato. La star Shefali Shah è Manju Singh, casalinga che in una calda notte d’estate sta preparando una impegnativa cena di famiglia. Tra snack, drink e risate, all’improvviso succede qualcosa di completamente inaspettato. Un invito a ribellarsi e non tacere, un potente ritratto di tutte quelle donne che ogni giorno, a volte senza neanche saperlo, hanno contribuito a dire #MeToo.

Lina (Spagna, 20 minuti)
Nur Casadevall
La filmmaker catalana Nur Casadevall scandaglia l’isolamento e la perdita dell’innocenza, due cardini del mondo teen. Lina è una ragazza sensibile, intrappolata in un mondo duro e ostile. In fuga da quest’asfissia, trova rifugio nel suo insegnante di nuoto… ma a quel punto il salto nel profondo è inevitabile. Lina è “acqua, emozione, un abisso senza fondo”. Un coinvolgente coming-of-age, un film su quel vuoto che attrae inevitabilmente ogni adolescente.

Life in 2 Minutes (Lebanon, 2 minuti)
Elie Fahed
La vita è un cerchio per il giovane regista libanese Elie Fahed. Dal momento in cui si nasce, con il nome di un santo o di un nonno, a quando si mettono di nuovo i pannolini. Frammenti, attimi, scoperte e ritorni. Così Elie vede la vita, in 2 minuti.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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