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Melancholy – Ta Tristesse: intervista a Jacinthe Folon

Quattro chiacchiere con la giovane regista belga vincitrice del Music Video International Competition al Ca' Foscari Short Film Festival

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Melancholy – Ta Tristesse è il cortometraggio della regista belga Jacinthe Folon che ha vinto la prima Music Video International Competition del Ca’ Foscari Short Film Festival, edizione pilota di un concorso riservato a video musicali realizzati da studenti di scuole di cinema e studenti di università di tutto il mondo. Un videoclip “diverso dai precedenti in quanto di animazione” – si legge nella motivazione – “molto raffinato sia per la storia raccontata sia per i disegni, che ben si sposano con la delicatezza del pezzo in generale. In un’ottica di un videoclip che deve essere funzionale alla musica che deve rappresentare, è una buona scelta quella di voler fare un videoclip di animazione”.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Jacinthe Folon, giovane regista di questa clip realizzata per il cantautore belga Ivan Tirtiaux.

Ciao Jacinthe, benvenuta su Good Short Films! Innanzitutto, per presentarti ai lettori, raccontaci qualcosa su di te e sul tuo lavoro come regista e animator.
Ciao Alessandro! Ho iniziato a studiare animazione nel 2012, dopo un Master in Francese e Lingue e letteratura Romanze a Louvain La Neuve, in Belgio. Dopo un’educazione così classica, ho cominciato gli studi in animazione a La Cambre, Bruxelles. Questa scuola è molto famosa per dare agli studenti parecchia libertà e incoraggiare la creatività, è un aspetto che ho subito apprezzato.

Buona parte dell’animazione di oggi è caratterizzata dalle tecniche in 3D, mentre il tuo lavoro è ancora molto tradizionale. Come mai hai scelto di lavorare con questo tipo di animazione? Ti sei mai confrontata con altre tecniche e altri tipi d’animazione?
A La Cambre, sono stata libera di scegliere e sperimentare varie tecniche d’animazione. Ho provato la Cutout Animation (animazione bidimensionale che si effettua componendo tra loro dei ritagli di carta, stoffa o altri materiali, ndr), la Cotout digitale e anche un po’ di stop motion. Dato che amo disegnare, l’animazione tradizionale è perfetta per me, anche se ci si impiega più tempo.

Quali sono le tue tecniche, software o strumenti preferiti per la regia delle tue animazioni?
Non ho tecniche specifiche preferite, mi piace cambiare e di solito adatto le tecniche al progetto al quale lavoro. Abitualmente lavoro prima su carta con inchiostro, matita, acquerelli, pennarelli o carboncini. È questa la parte che adoro. Una volta iniziata la grafica, la testo in vari software come Photoshop, TVPaint Animation o After Effects, per vedere quale sarà il risultato definitivo e come modificarlo. Quando ho deciso, compongo l’animazione sul mio computer, usando una pen tablet.

Parliamo del tuo cortometraggio Melancholy, realizzato con Ivan Tirtiaux. Com’è nata la collaborazione con Ivan? Cosa ti ha attirato in particolare in questo progetto?
Melancholy è basato su “Ta Tristesse”, canzone tratta dal secondo disco di Ivan, che è un cantautore belga. È stato lui a contattare vari studenti di La Cambre, chiedendo se ci fosse qualcuno interessato a realizzare un videoclip. Quando ho ascoltato i suoi brani, mi è piaciuta moltissimo la tua poesia e l’atmosfera che emerge dai suoi lavori. Era anche un’opportunità per collaborare con un altro artista e associare il lavoro delle mie immagini alla musica. Ivan mi ha fatto scegliere una canzone e io ho scelto “Ta Tristesse” quasi senza alcuna esitazione. L’idea della casa allagata è venuta subito. Nel brano, ciò che mi piace di più è la combinazione dolceamara di tristezza e sollievo.

Com’è nata la scelta di questo tipo di animazione?
Volevo qualcosa di leggero e semplice, che lasciasse spazio alla voce e alla musica. Ho seguito l’idea dei miei primi schizzi: linee pulite disegnate a matita.

Cosa significa per te un elemento come l’acqua?
In realtà l’acqua non è il mio elemento preferito. Preferisco restare sulla spiaggia piuttosto che tuffarmi nel mare! Nel cortometraggio, l’acqua è probabilmente il protagonista, impersona la tristezza e la sua ambivalenza. Le prime gocce sono innocue, danno quasi sollievo. Ma ben presto, l’acqua diventa minacciosa, e la ragazza lentamente ne viene sommersa.

E invece cosa ci dici del blu e del bianco (e dei loro contrasti)?
Per mantenere la semplicità dell’animazione, ho voluto lavorare con un numero limitato di colori. Ho scelto il bianco e il blu per dare un contrasto leggero ma anche perché il blu è un colore abbastanza malinconico. Nella musica, fa riferimento appunto al famoso “blues”.

La tua animazione si sposa perfettamente alla canzone di Ivan. Avete lavorato insieme o hai portato semplicemente avanti la tua idea iniziale?
Ivan mi ha dato una libertà enorme. Dopo aver scelto personalmente la canzone, mi sono limitata a mandargli la sinossi del corto, un riepilogo della storia e lui mi ha detto subito ok! Dopodiché, ho lavorato da sola al resto.

Non ho visto molte tue foto in giro ma ho notato che il personaggio femminile nel tuo video ti somiglia. Mentre la creavi, ti sei identificata con lei?
Anche se la canzone mi parla, non ho cercato di fare un autoritratto. Credo semplicemente che mettiamo sempre un po’ di noi stessi nei nostri disegni.

Quale aspetto trovi più interessante nel character design delle tue animazioni?
Creare un personaggio è davvero divertente, devi immaginare la sua vita, i suoi gusti, le sue motivazioni… e trovare un modo per esprimerle (o non esprimerle) attraverso il suo aspetto fisico e il modo in cui si muove. È questo l’aspetto più intrigante: dare vita alla tua creatura!

Quali sono i registi che ammiri di più?
Ammiro molto il lavoro fatto da Tomm Moore in The Secret of Kells e La canzone del mare. Ultimamente, mi ha davvero commosso la poesia di La mia vita da Zucchina di Claude Barras, e ho amato l’adattamento di Le Grand Méchant Renard di Benjamin Renner. In generale, mi piacciono i lavori dello studio Aardman, dei Monty Python e di Wes Anderson.

Credi che in futuro la produzione digitale possa alterare o influire in qualche modo sul tuo stile o su come pensi e crei le tue animazioni?
Penso che lo sviluppo tecnologico amplierà certamente la gamma di possibilità e – spero! – renderà il lavoro di produzione più facile e veloce. Non so se cambierà il nostro modo di pensare, certamente avrà una grossa influenza e probabilmente dovremo adattare il nostro lavoro a nuovi media e nuove esigenze.

Attualmente stai studiando all’ENSAV. Pensi che al giorno d’oggi un regista d’animazione debba concentrarsi su una singola forma d’arte o che sia meglio spaziare dalle animazioni ai lavori in live-action, dai videogame ai lavori su commissioni fino alla tv e alle web serie?
Personalmente, amo l’idea di lavorare in diversi settori, è davvero stimolante e motivante. Ma oltre a questo aspetto, considerando la difficoltà di lavorare oggi nel mondo dell’arte, credo che un autore debba essere capace di adattarsi ed aprirsi a nuove sfide e possibilità.

Cosa ha rappresentato per te studiare in una scuola d’arte? Ti è piaciuto? Il risultato era ciò che ti aspettavi?
La Cambre segue un programma di cinque anni con tanto di laurea e master. Nel settore animazione, gli studenti hanno una libertà enorme. Sin dai primi anni, sono liberi di scegliere i loro progetti e il modo di svilupparli. Ci sono molti mezzi tecnici a disposizione e gli studenti si aiutano gli uni con gli altri, dal primo all’ultimo anno. Ci sono anche delle classi di teoria e workshop con professionisti dell’animazione. Dopo cinque anni d’università, questo sistema è stato quasi uno shock per me, ma ben presto mi ci sono abituata e mi è piaciuto, anche se questa estrema libertà a volte può essere stressante e faticosa. Ora che mi sono laureata, sono molto felice di entrare nel mondo del lavoro e scoprire ogni giorno cose nuove!

E quindi, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Ma soprattutto, qual è il tuo più grande sogno a livello professionale?
Innanzitutto, mi piacerebbe continuare a divertirmi mentre lavoro! Mi piacerebbe lavorare a progetti che mi dicano qualcosa, che siano significativi e abbiano un messaggio forte. Sarebbe grandioso continuare a realizzare cortometraggi, videoclip e illustrazioni. Per ora, visto che sono da poco laureata, ho varie idee ma resto aperta e sintonizzata a tutte le nuove opportunità che mi si presentano.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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