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I 10 migliori cortometraggi del 2018 (visionabili online)

Dalla Corea alla Siria, ecco il meglio del meglio, rigorosamente presente online

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Il 2018 è stato un anno di punta per il mondo del cortometraggio. La diversity è in crescita costante come l’originalità delle idee, che raggiunge il suo apice, come sempre, con la nostra Top 10 dei migliori cortometraggi dell’anno. Alcuni tra quelli più stimolanti sono stati realizzati da donne, altri sono costruiti sulle assenze del passato (e le loro spettrali emanazioni). Ciò che conta, tuttavia, è il presente ed ecco quindi le nostre scelte per i migliori cortometraggi del 2018 disponibili online.

Dodgy Dave
Charlotte Regan (Gran Bretagna, 8 min)

Un giorno nella vita di uno spacciatore dell’East End, accompagnato al lavoro dal figlio. Il racconto toccante ed intenso di una relazione padre/figlio, girato in un suggestivo bianco e nero e ambientato nel profondo della working class, “l’unico mondo che conosco”, come ha spiegato Charlotte Regan.

Primo
Federica Gianni (Italia, 18 min)

Un ragazzo di città trascorre il fine settimana in Toscana per incontrare i genitori della sua fidanzata. Ma finisce in una battuta di caccia alla ricerca delle leggendario cinghiale bianco. Un graffiante, ironico e spietato corto sullo scontro tra provincia e centro, machismo e progressismo. Per saperne di più, ecco la nostra intervista a Federica Gianni.

Enough
Anna Mantzaris (Svezia / Gran Bretagna, 2 min)

Un ironico corto in stop-motion che sviscera in soli due minuti le nostre frustrazioni quotidiane. E fornisce una soluzione ad esse: ogni tanto perdere il controllo e lasciarsi andare sarebbe la cura migliore.

Memoria del fuego
Francesco Clerici (Italia, 6 min)

Dal regista de Il gesto delle mani, un ipnotico documentario che racconta la produzione dei sigari cubani sull’isola di Estelí, in Nicaragua. Un film sul lavoro manuale e sull’usurpazione della memoria, come scriveva Eduardo Galeano. Per saperne di più, ecco la nostra intervista a Francesco Clerici.

Fauve
Jeremy Comte (Canada, 16 min)

Due ragazzini si sfidano l’un l’altro. La natura che li circonda, aspra e selvaggia, è l’unica spettatrice. Il gioco da “gatti selvatici” sfugge ben presto al loro controllo. Ambientato in una miniera a cielo aperto abbandonata di Montréal, un cortometraggio che esplora la ferocia dell’infanzia e il contrasto tra natura e cultura, istinto e psicologia umana.

Reflections
Sarah Zeryab (Siria, 17 min)

Sarah è siriana e vive a Beirut da tre anni. WhatsApp è il suo unico mezzo di comunicazione con i genitori, rimasti a Damasco. Suo padre le manda spesso note vocali cantando una canzone di Oum Kulthoum. La guerra sembra aver invertito i loro ruoli: gli adulti sono diventati bambini che divorano i ricordi del passato. Un corto poetico e intenso su vita e morte, privato e pubblico, dovere e responsabilità.

Jeom
Kangmin Kim (Corea del Sud, 4 min)

Jeom significa voglia ed è quella (scura e minacciosa) che il protagonista di quest’animazione (realizzata in stop-motion con la carta) ha ereditato sul posteriore dal padre. Un corto tanto divertente quanto spietato sull’inevitabilità dei caratteri ereditari. Jeom è il sequel di 38-39°C.

My Dead Dad’s Porno Tapes
Charlie Tyrell (Canada, 14 min)

Il regista Charlie Tyrell decide di mettere ordine nella sua vita e comprendere meglio il rapporto che lo legava al suo defunto padre. Per farlo, si mette a frugare tra gli oggetti del genitore: tra questi, trova una vasta collezione di videocassette porno. Raccontato da David Wain, questo short doc animato sceglie un modo divertente e davvero singolare per raccontare una storia intima e personale.

Aperture
Emanuele Kabu (Italia, 2 min)

Emanuele Kabu è uno dei più interessanti digital artist internazionali. Belluno è la sua città d’origine, il luogo nel quale è tornato dopo undici anni passati a Londra. Quest’animazione racconta il suo ritorno a casa, come tutto sia cambiato nella “piccola Venezia delle montagne” e come sia cambiato pure Emanuele. Un “esorcismo di riconnessione” alle proprie radici.

Big Elvis
Paul Stone (Stati Uniti, 11 min)

Pete Vallee è un sosia di Elvis che vive e lavora a Las Vegas. Pesa più di duecento chili e non è come tutti gli altri imitatori di The King: Pete è convinto di essere il vero, unico figlio vivente di Elvis Presley. Una storia di vita incredibile raccontata con un delizioso tocco 70’s, che dietro i suoi toni ironici e nostalgici racconta la battaglia di un uomo in piena crisi d’identità.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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