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Lost Property Office

Oscar 2018: i 10 corti d’animazione finalisti

Ecco i magnifici dieci che si contenderanno la statuetta il 4 marzo: la novità è che ben 5 sono visibili online

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L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato la shortlist dei 10 corti che si contenderanno il premio Oscar 2018 come Miglior cortometraggio d’animazione. Su una rosa di 63 titoli, i membri dell’Academy sono arrivati a questa rosa ristretta di candidati, che verrà sforbiciata a 5 conclusivi il 23 gennaio 2018. La cerimonia di premiazione dei 90° Oscar si terrà invece il 4 marzo.

Nel 2017, nella corsa tra i 10 corti animati candidati all’Oscar l’ha spuntata Piper di Alan Barillaro, corto della Pixar che apriva Alla ricerca di Dory. Quest’anno, la vera novità è che ben cinque lavori sono visibili online e già disponibili sulle piattaforme di video sharing.

Cradle di Devon Manney
Tornato negli Stati Uniti dopo aver perso entrambe le braccia oltreoceano, un giovane veterano combatte con i fantasmi della guerra, i dolori del trauma, la nuova vita con le protesi e i ricordi della sua esistenza prebellica, mentre tenta a tutti i costi di raggiungere un senso di normalità. Prodotto dalla University of Southern California, Cradle ha vinto la medaglia d’argento agli Student Academy Awards. Manney ha disegnato tutto a mano, fotogramma per fotogramma, in TVPaint. Attualmente sta sviluppando il suo primo lungometraggio, ambientato nel suo stato di nascita, il Minnesota.

Dear Basketball di Glen Keane
La lettera aperta di Kobe Bryant, in cui il 29 novembre 2015 la superstar dei Lakers annunciava il suo ritiro dalla pallacanestro, diventa un cortometraggio diretto dal re dei cartoon Disney Glen Keane (dalla Sirenetta a Rapunzel passando per Tarzan) con musiche di John Williams. Presentato in anteprima al Tribeca Film Festival, un’animazione disegnata a mano che racconta il basket e trasmette la gratitudine, l’amore e la passione di Bryant per lo sport che l’ha reso una leggenda.

Fox and the Whale di Robin Joseph
Robin Joseph è un animatore freelance di stanza a Toronto che ha collaborato a progetti mainstream con Blue Sky, Dreamworks e Illumination. Per 16 mesi ha rifiutato qualsiasi lavoro pur di riuscire a completare questo cortometraggio, realizzato principalmente usando Photoshop. Il suo partner Kim Leow l’ha aiutato nelle parti in CG con un lavoro certosino durato 3-4 mesi. Il risultato è il poetico racconto di una volpe curiosa che cerca di trovare una balena sfuggente sentita dalla costa.

Garden Party di Florian Babikian, Vincent Bayoux, Victor Caire, Théophile Dufresne, Gabriel Grapperon, Lucas Navarro
Menzione speciale della Giuria a Clermont-Ferrand 2017, questo lavoro collettivo in CGI è stato diretto da sei studenti dell’Ecole MoPA come saggio di diploma. La storia è quella di una gang di rane che si ritrova in fuga a creare scompiglio nel paradiso di un gangster. L’ambientazione e la suspense guardano espressamente a Hitchcock e Chabrol, lo stile e l’estetica al documentario naturalista. Produce lo studio francese Illogic.

In a Heartbeat di Esteban Bravo e Beth David
Sherwin, un ragazzino dai capelli rossi, si innamora di Jonathan, il compagno più popolare della scuola. Per paura di svelare le sue emozioni, è il suo cuore a fare tutto il lavoro, balzandogli letteralmente fuori dal petto per inseguire Jonathan. Prodotto con una vincente campagna Kickstarter, questo corto di 4 minuti – diventato subito virale con 12 milioni di visualizzazioni in appena una settimana – è un classico boy-meets-boy che parla apertamente di amore gay. Bravo e David sono due studenti al Ringling College of Art and Design in Florida. Questo è il loro saggio di diploma. Bravo ora è diventato stagista ai Blue Sky Studios, dai quali è venuto fuori il franchise di L’era glaciale.

Life Smartphone di Chenglin Xie
Cosa può succedere se non la smetti di guardare lo smartphone in continuazione? L’alienazione da cellulare raccontata con raffinata ironia da Chenglin Xie, studente della China Central Academy of Fine Arts, con quest’animazione 2D al suo saggio di diploma. Presentato in anteprima al Festival di Annecy 2017.

Lost Property Office di Daniel Agdag
Ed è l’unico custode di un ufficio oggetti smarriti. È come gli oggetti che custodisce, lì a prendere polvere. Ma nonostante sia felice del suo lavoro, una lettera sulla sua scrivania dice il contrario. Il modo che sceglierà di voltare pagina sarà davvero poco ortodosso. Un’animazione meticolosamente fatta a mano, diretta dall’artista e filmmaker australiano Daniel Agdag. Il mondo Art déco e post-industriale realizzato dal regista ha richiesto una pre-produzione di 18 mesi. Il film è stato costruito con oltre 2500 fogli di cartone riciclato, pazientemente tagliati a mano usando 1287 scalpelli e bisturi per creare i 1258 elaborati pezzi di set e singoli oggetti di scena. I toni seppia naturali del cartone sono stati fotografati 24 volte per ogni secondo dei 13680 frame finali.

Lou di Dave Mullins
J.J. è un bullo che si diverte a rubare i giocattoli dei suoi compagni. All’ennesima angheria, sarà una strana creatura che vive nel cesto degli oggetti smarriti della scuola ad insegnargli una preziosa lezione. Il corto della Pixar che ha preceduto Cars 3 al cinema è diretto da Dave Mullins, alla sua prima esperienza da regista ma già collaboratore Disney dal 1995 e poi Pixar dal 2000. Tra i suoi credits, figurano Up, Monsters & Co., Ratatouille e Inside Out. Il suo corto d’esordio è quasi un film muto, ma con un messaggio fortissimo: la vera felicità arriva dal dare.

Negative Space di Max Porter e Ru Kuwahata
Un’animazione in stop-motion selezionata in oltre 80 festival internazionali e premiata 25 volte dopo la sua premiere ad Annecy. Negative Space adatta una poesia di Ron Koertge su un ragazzino che riesce a stabilire un contatto con il padre, sempre in viaggio per lavoro, soltanto imparando a preparargli la valigia. Combinando pupazzi, oggetti e set fatti a mano con toni toccanti e ironici,  Porter e Kuwahata – attualmente di base a Baltimore – hanno realizzato questo film in Francia. Insieme dal 2008, i due scrivono e dirigono con il loro progetto Tiny Inventions.

Revolting Rhymes di Jakob Schuh e Jan Lachauer
Prodotta dalla Magic Light Pictures per BBC One, la prima di due animazioni basate sulle famose e amate rime di Roald Dahl illustrate da Quentin Blake. Protagoniste Biancaneve e Cappuccetto Rosso, ormai diventate grandi amiche. Mentre Biancaneve assume i poteri della Regina cattiva, Cappuccetto Rosso viene richiamata a casa per affrontare una coppia di lupi affamati. Uno dei due ha divorato la nonna e ne ha indossato i vestiti, l’altro invece non riesce a smettere di mangiare alcuni ignari maiali. Le voci sono, tra gli altri, di Tamsin Greig e Dominic West.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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