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Oscar 2019, le nomination: guarda 7 dei 15 cortometraggi candidati

Gli Oscar 2019 partono dalle nomination: ecco dove vedere online alcuni corti che concorrono alla statuetta

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L’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha annunciato le nomination agli Oscar 2019. Sono 15 i cortometraggi (5 per ogni categoria: live action, animazione e documentario) che si contenderanno le statuette il prossimo 24 febbraio. Sette di questi quindici titoli sono disponibili online e ve li proponiamo qui di seguito: buona visione!

Miglior Cortometraggio Live Action

Fauve di Jeremy Comte
Due ragazzini si sfidano l’un l’altro. La natura che li circonda, aspra e selvaggia, è l’unica spettatrice. Il gioco da “gatti selvatici” sfugge ben presto al loro controllo. Ambientato in un’abbandonata miniera a cielo aperto di Montréal, un cortometraggio (già inserito nei nostri 10 migliori cortometraggi del 2018 visionabili online) che esplora la ferocia dell’infanzia e il contrasto tra natura e cultura, istinto e psicologia umana.

Gli altri quattro cortometraggi in nomination sono il true crime Detainment di Vincent Lambe (il regista irlandese ha usato le trascrizioni di vere interviste per ricostruire l’omicidio di James Bulger, un bambino di 3 anni rapito e ucciso nel 1993: condannati, e poi rilasciati, furono due ragazzini di 10 anni, Jon Venables e Robert Thompson), il racconto LGBTQ Marguerite della canadese Marianne Farley (l’intensa amicizia tra un’anziana e la sua infermiera), Madre di Rodrigo Sorogoyen (l’inquietante thriller psicologico su una madre che assiste impotente al telefono alla sparizione del figlio, in vacanza con il suo ex marito, è già valso al regista spagnolo il Goya) e Skin dell’israeliano Guy Nattiv (il corto, che evoca la natura ciclica e distruttiva del razzismo, è diventato un lungometraggio con Jamie Bell, ambientato negli Stati Uniti e ispirato alla vera storia del suprematista bianco Bryon Widner, presentato al Festival di Toronto 2018 e distribuito da Sun Film Group ad aprile nelle sale italiane).

Miglior Cortometraggio Documentario

A Night at the Garden di Marshall Curry
Nel 1939, pochi mesi prima dell’invasione della Polonia, 20mila cittadini statunitensi, appartenenti al German American Bund, si riunirono al Madison Square Garden. La loro missione era promuovere oltreoceano un’immagine positiva di Hitler e del Nazismo. Una marcia rimasta sepolta da una coltre di amnesia per quasi 80 anni, riportata in vita da questo documentario del progetto Field of Vision. Un evento “spaventoso e imbarazzante”, come racconta il regista Marshall Curry in questa intervista. Un inquietante pezzo di storia americana che rivela come i nazisti dell’Illinois esistessero ben prima di Elwood e Jake.

Black Sheep di Ed Perkins
Dopo l’omicidio di Damilola Taylor, uno dei casi di nera più discussi nella recente storia inglese (Damilola era un 11enne nigeriano accoltellato a Londra, nel quartiere di Peckham, una delle zone depresse più grandi d’Europa), la madre di Cornelius Walker, un ragazzino della stessa età di Damilola (e del suo stesso colore della pelle), decide di trasferirsi col figlio nell’Essex. Cornelius si trova improvvisamente a vivere in un quartiere wasp comandato da una pericolosa gang. Invece che subire, Cornelius decide di diventare come quelli che lo odiano: bianco. Un documentario potente e incisivo, girato con attori non-professionisti nelle stesse location in cui avvennero i fatti 15 anni fa.

Gli altri documentari candidati all’Oscar sono End Game di Rob Epstein e Jeffrey Friedman (il fine-vita raccontato da malati terminali e medici visionari, disponibile su Netflix), Lifeboat di Skye Fitzgerald (cronaca in mare del lavoro di Sea-Watch nel Mediterraneo centrale) e Period. End of Sentence. di Rayka Zehtabchi e Melissa Berton, dedicato alla rivoluzione gentile delle donne indiane che combattono lo stigma delle mestruazioni.

Miglior Cortometraggio d’Animazione

Animal Behaviour di David Fine e Alison Snowden
Il dottor Clement, un cane psicoterapeuta, cerca di far accettare a un gruppo di animali (la sanguisuga Lorraine che soffre di ansia da separazione, la mantide Cheryl che non riesce a tenersi un uomo, il maiale Todd affetto da un disturbo alimentare, l’uccello Jeffrey ossessionato dai sensi di colpa, la gatta Linda con disturbo ossessivo-compulsivo) le loro complicate nature. Le cose si fanno ancor più difficili quando arriva Victor, una scimmia con problemi di controllo della rabbia. Da Alison Snowden e David Fine (co-creatori di Shaun the Sheep con Nick Park), un’esilarante zooterapia.

Bao di Domee Shi
Il primo corto Disney Pixar diretto da una regista: la storia di un’anziana donna di origini cinesi, affetta dalla sindrome del nido vuoto. Avrà un’altra possibilità di accudire un “bambino” quando uno dei suoi ravioli prende vita…

Late Afternoon di Louise Bagnall
La regista irlandese affronta un tema delicato come il morbo di Alzheimer raccontando la storia toccante di Emily, una donna persa tra i ricordi frammentari ed effimeri della sua vita. I disegni sono stati animati usando il software TVPaint per i personaggi, Photoshop per i textures e Adobe After Effects per il compositing.

One Small Step di Andrew Chesworth e Bobby Pontillas
TAIKO Studios è nato dall’incontro (durante la realizzazione di Big Hero 6) tra Chesworth e Pontillas, ex animatori della Disney, e Shaofu Zhang, regista del premiato corto DragonBoy. La loro prima produzione è quest’animazione 3D che racconta la storia di Luna, una bambina cino-americana che sogna di diventare astronauta.

Il quinto e ultimo candidato tra le animazioni è Weekends di Trevor Jimenez: nella Toronto degli anni ’80, un ragazzino è in bilico tra le case dei suoi genitori, appena divorziati. Surreale e onirico, il corto è stato prodotto con il programma co-op della Pixar e disegnato a mano (gli sfondi sono prima stati realizzati col carboncino e poi colorati digitalmente) da Jimenez, story artist alla Pixar che l’ha realizzato nel corso di quattro anni durante i suoi ritagli di tempo.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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