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Sundance 2018: 4 cortometraggi da guardare online gratis

La dimostrazione che la regola "se pubblichi il tuo corto online, sei bruciato per i grandi festival" non vale sempre

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Il Sundance Film Festival 2018 inizia giovedì 18 gennaio tra Park City e Odgen. Sono circa 200 i lunghi e i cortometraggi programmati al più grande festival di cinema indipendente statunitense, selezionati tra 13,782 candidature provenienti da 147 Paesi. Dedicati al cinema più innovativo e sperimentale, gli Shorts Programs del Sundance compongono un programma audace e coraggioso, realizzato in collaborazione con YouTube. Per l’occasione, Good Short Films vi propone quattro cortometraggi della selezione già disponibili online: perché da anni ormai al Sundance vanno contro la regola che “se pubblichi il tuo corto online, sei bruciato per i grandi festival”. Ecco la dimostrazione.

A Night at The Garden di Marshall Curry
Nel 1939, pochi mesi prima dell’invasione della Polonia, 20mila cittadini statunitensi, appartenenti al German American Bund, si riunirono al Madison Square Garden. La loro missione era promuovere oltreoceano un’immagine positiva di Hitler e del Nazismo. Una marcia rimasta sepolta da una coltre di amnesia per quasi 80 anni, riportata in vita da questo documentario del progetto Field of Vision. Un evento “spaventoso e imbarazzante”, come racconta il regista Marshall Curry in questa intervista. Un inquietante pezzo di storia americana che rivela come i nazisti dell’Illinois esistessero ben prima di Elwood e Jake.

LaZercism di Shaka King
Soffri di glaucoma razziale? Chiedi al tuo medico se LaZercism fa per te. Shaka King, regista e sceneggiatore di Mulignans, torna a raccontare l’America razzista del whitewashing e della polizia violenta in questa satira guidata da Lakeith Stanfield (Atlanta, Scappa – Get Out, Selma). Un comedy short che esplora la malattia che colpisce la gente bianca incapace di vedere le persone di colore… Divertente, più o meno.

The Violence of a Civilization without Secrets di Ojibway (Adam Khalil, Zack Khalil, Jackson Polys)
I registi Adam e Zack Khalil, in collaborazione con l’artista Jackson Polys, ricostruiscono la battaglia legale nata sui resti dell’Uomo di Kennewick, uno dei più contesi reperti archeologici d’America: un ominide preistorico ritrovato nel 1996 sul letto del fiume Columbia, nello Stato di Washington. I nativi ne reclamavano i resti affinché fosse sepolto, perché quest’uomo condivide gran parte del patrimonio genetico con loro; la comunità scientifica voleva i reperti per studiarlo e dimostrarne l’ascendenza bianca, cancellando in un sol colpo centinaia di anni di violenza coloniale. Le analisi genetiche sembravano aver risolto la questione: l’Uomo di Kennewick è un nativo americano. Ma intanto alla corte erano state presentate prove grottesche come l’esame del DNA e la morfologia cranica per testimoniare la purezza dell’etnia di quelle ossa. Questo short doc diventa così un’analisi sulla sovranità indigena, le scorie del colonialismo, la violenza sacrilega degli archivi museali e la giustizia postmortem.

Glucose di Jeron Braxton
Un viaggio surreale nel sogno del personaggio di un videogame, un pugile nero messo KO durante un incontro di boxe. È così che scopriamo come lo zucchero fosse il motore della tratta degli schiavi che portò milioni di africani in America. Il glucosio è dolce, commercializzabile e di facile consumo, ma la sua apparente soddisfazione non è altro che uno strato sottile del dolore di tanta gente privata dei propri diritti. Con un’estetica visuale ispirata a internet e alla cultura videoludica, questa sorprendente animazione in CGI è una riflessione su razza e identità negli Stati Uniti del 20° secolo.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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