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The Rise Of The Fashion Short

Da Wes Anderson a Spike Jonze, sono molti i registi che si sono cimentati con il Fashion Film, l'affermarsi di un genere in cui tutto è possibile.

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Il ‘fashion film’ come genere nasce in tempi recenti, ma la reciproca influenza tra moda e cinema, nel corso della storia, ha assunto le forme più disparate. Da numerosi stilisti famosi che hanno contribuito ai costumi di film alle numerose collezioni che riecheggiano il glamour cinematografico, gli scambi tra moda e cinema sono stati frequenti e fortunati.  Gli abiti di Audrey Hepburn in A Colazione da Tiffany disegnati da Hubert de Givenchy e Tom Ford che passa dietro la macchina da presa con A Single Man, sono espressioni diverse ma complementari di questo rapporto. Gli stessi spot pubblicitari sospesi tra l’astratto e il narrativo, alcuni dei quali entrati di forza nell’immaginario collettivo, testimoniano come il cinema ha sempre trovato nella moda un elemento cardine della costruzione della propria estetica  – e di ritorno stilisti di ogni epoca ne hanno subito il fascino. Molti fotografi di moda sono passati dietro la macchina da presa per realizzare video musicali o  cortometraggi, e spesso accade di trovare registi alle prese con la fotografia editoriale, si pensi a David Lynch per Purple,  o l’italiano Luca Guadagnino per Carine Roitfeld. L’avvento di internet ha poi radicalmente cambiato le carte in tavola. Nick Knight è stato il primo ad intuire le potenzialità del web, nel 2000 ha lanciato showstudio.com, reinventando le immagini di moda e il modo in cui le percepiamo, dando origine a un vero e proprio nuovo genere, il Fashion Film.

Per sua natura, il Fashion Film non conosce regole o stilemi, avendo come unico requisito necessario quello di mostrare gli abiti. Narrativi, astratti, sperimentali o con una struttura classica, questi cortometraggi sono un territorio selvaggio in cui registi e creativi hanno piena libertà di dare sfogo a sperimentazioni di ogni tipo.  YouTube e l’ascesa dei social network hanno poi consolidato l’unione tra moda e corti. Negli ultimi anni, sono stati le maggiori fashion houses a individuare per primi la forza dei corti come mezzi tramite cui veicolare creatività, valori e nuove idee. L’alto potenziale virale di film brevi, originali e accattivanti attrae sempre più brand, anche fuori dall’industria della moda, che tramite nomi famosi o giovani emergenti hanno iniziato a produrre molti contenuti video con modalità e forme di diffusione diverse.

In Italia, il brand che più di tutti ha fatto un uso innovativo e sistematico dei cortometraggi è decisamente Miu Miu, che nel 2012, al Festival di Venezia, ha lanciato il progetto Women’s Tales. Storie di donne raccontate da donne, in cui sette registe internazionali offrono proprie visioni della femminilità. Vi proponiamo qui ‘The Woman Dress di Giada Colagrande, interpretato da Maya Sansa. La colonna sonora originale curata dalle Au Revoir Simone, anch’esse presenti nel film, contribuisce a costruire l’atmosfera cupa e onirica di questa storia di magia e streghe moderne.

Anche Prada è molto attiva nell’ambito della produzione di contenuti video. Dopo aver commissionato a Roman Polanski il corto ‘Therapy‘, con Helena Boham-Carter e Ben Kingsley, il brand milanese ha intrapreso una felice collaborazione con Wes Anderson, iniziata con la serie di corti per il lancio del profumo Prada Candy L’eau.  È con Castello Cavalcanti che si è giunti a un vero e proprio cortometraggio narrativo, che ha visto Wes ricongiungersi con i suoi frequenti collaboratori Roman Coppola e Jason Schwartzman. Presentato al Festival di Roma nel 2013, una storia tragicomica dalle atmosfere felliniane, interamente girato a Cinecittà: 

Nel 2012 il nostro featured talent Carlo Lavagna ha realizzato questo film per Valentino, che getta un delicato sguardo sulla realizzazione di un abito di haute couture, un “Unico” appunto :

Spostandoci all’estero, sono i brand più giovani ad utilizzare in maniera più ‘virale’ le potenzialità del fashion film. Le sorelle Mulleavy di Rodarte dal 2010 a oggi hanno realizzato tre diversi corti in collaborazione con Todd Cole. Ad Aanteni, un horror dalle tinte fantascientifiche realizzato nel 2010, sono seguiti The Curve of Forgotten Things nel 2011 (con Elle Fanning), e This Must Be the Only Fantasy nel 2013. Quest’ultimo, interpretato da Elijah Wood, è un tributo surreale e magico al mondo del fantasy, i videogiochi anni 80 ed i giochi di ruolo tanto cari alle due designer. La musica originale è stata composta ai Beach House:

 

La giovane designer di accessori francese Olympia Le-Tan ha invece “scritturato” Spike Jonze per realizzare Mourir Auprès de Toi (To Die by Your Side), in cui il regista americano utilizza la tecnica stop-motion per portare alla vita gli originali libri-borse di feltro della stilista, per narrare una tragicomica storia dl’amore tra uno scheletro e la sua amata.

È inoltre dell’anno scorso il corto ‘Best Friends‘, diretto da Lena Dunham per Rachel Antonoff. La regista, ideatrice e protagonista della serie HBO ‘Girls‘, torna  qui a raccontare  storie di amiche newyorchesi, in questo intimo ritratto di due quasi 30enni che condividono praticamente tutto nella loro vita:

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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