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Torino Short Film Market 2017: intervista a Jacopo Chessa

Dal 29 novembre al 2 dicembre torna l'unico mercato della forma breve in Italia e principale evento industry del corto: ne parliamo con il suo direttore

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Il Torino Short Film Market torna per la seconda edizione. Da mercoledì 29 novembre a venerdì 1 dicembre 2017, nelle sale del Circolo del Lettori, al Centro di produzione Rai di Torino e al Centro Congressi Torino Incontra, l’unico mercato del corto in Italia proporrà tre intense giornate di incontri, pitch, approfondimenti e showcase sulla realtà virtuale, video library, market screenings per addetti ai lavori e un programma di proiezioni di corti in sala aperto al pubblico.

«Rispetto al 2016, c’è stato un aumento della quantità e della qualità», ci racconta Jacopo Chessa, direttore del Centro Nazionale del Cortometraggio e fondatore del TSFM. «L’edizione di quest’anno è più grande. Sia dal punto di vista strettamente logistico (tre location) sia da quello temporale (tre giorni) sia da quello dei contenuti». Basta dare un’occhiata al programma per rendersene conto. La prima giornata è dedicata ai contenuti digitali, la seconda allo sviluppo e alla distribuzione, la terza alla produzione.

«La giornata digitale, curata da Simone Arcagni, prevede una tavola rotonda con importanti player, la presentazione di dodici progetti ai vari potenziali investitori e talk di importanti operatori del mercato, uno fra tutti Loren Hammonds, responsabile del VR al Tribeca Film Festival. Oltrecorto, che curo con Ludovica Fonda, resta un punto fermo fondamentale. Nella nostra idea, il corto è sì un’opera, una merce, un oggetto – chiamalo come vuoi – ma è anche qualcosa in potenza, che troverà completa espressione in un lungometraggio o una serie. Quest’anno abbiamo quattro progetti per Oltrecorto da Australia, Romania, Palestina e Svizzera. Tra i tutor di Oltrecorto, un regista che è stato anche un grande cortista e che crede molto nella fondamentale importanza del cortometraggio: Paolo Genovese. E, per quanto riguarda il vero e proprio mondo del cortometraggio, posso dirti che abbiamo i principali buyer europei e alcuni extra-europei, provenienti da Canada, Cina, Argentina e Giappone. Avremo Vimeo, che non compra ma che ha grande potenza di fuoco nel diffondere i contenuti. Avremo, nel pitch Distributors meet Buyers, sette case di distribuzione a cui si aggiunge il Centro Sperimentale con cui abbiamo stretto un partenariato. E poi, Supporting Short Films, in cui i produttori potranno trovare tre interessantissimi fondi di sostegno alla produzione di corti e All Rights, dove verranno illustrate le criticità e le opportunità di utilizzo della production music e dei materiali d’archivio. Infine, tre giorni di screening curati dai nostri programmer Enrico Vannucci e Massimiliano Nardulli, e due premi dati a un corto proiettato nei nostri programmi: da Mediaset Premium e Sub-Ti».

Un'immagine del Torino Short Film Market 2016

Torino Short Film Market ribadisce il proprio ruolo di «cerniera tra giovane creazione e industria audiovisiva». Alla fine del mercato 2016, diverse produzioni sono riuscite a partire, ci spiega Chessa: «Da Oltrecorto abbiamo due progetti in sviluppo; da Distributors meet Buyers, e dalla video library curata da Vannucci e Nardulli, posso dirti che diversi corti sono stati venduti. Per citare dei canali: Canal+, France TV, Mediaset». Grazie ad eventi come questo, in Italia sul fronte distribuzione qualcosa sta cambiando. «Intanto i piccoli produttori smettono, vivaddio, di distribuire, permettendo la nascita a piccole distribuzioni. Posso dire che il nostro lavoro ha dato una piccola mano in questa direzione, ma soprattutto che è una tendenza nell’aria, basti pensare all’allargamento del bacino dei compratori in Italia. Oggi non ci sono solo Mediaset e Studio Universal: si aggiungono tre canali dell’universo Rai. E sono convinto che a breve se ne aggiungeranno altri».

Insomma, il mercato del cortometraggio italiano ha specificità proprie ed è lontano (e “fortunatamente” differente) dal modello Clermont-Ferrand: «Clermont è stato ed è importantissimo per il mondo del corto, ma il suo mercato, la cui parte principale è lo spazio degli espositori, è un modello che sta esaurendo la sua forza propulsiva. Credo che anche a Clermont se ne stiano rendendo conto e che a breve si rinnoveranno. E non ci faremo trovare impreparati, perché è da più di dieci anni che siamo presenti a Clermont. Il nostro fine è creare occasioni di incontro per chi realmente fa andare avanti il mondo del cortometraggio, che sia il compratore televisivo, la scuola di cinema o il giovanissimo regista. È lì che un mercato dimostra la sua importanza e utilità: nell’individuare gli interlocutori e nel metterli allo stesso tavolo».

La possibilità di puntare sulla diffusione del cortometraggio nelle sale non è più un miraggio. «Noi già li diffondiamo, sia pure in scala limitata, ma posso assicurare che la richiesta c’è», specifica Chessa. «Inoltre abbiamo lanciato un progetto per le scuole, nel quale 8 programmi di corti sono disponibili per proiezioni nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. Abbiamo avuto circa cento richieste da tutta Italia». Nella pubblicazione L’industria del cortometraggio italiano. Report 2014, curata per la Fondazione Ente dello Spettacolo e Direzione Generale Cinema, Chessa sosteneva che il cortometraggio italiano è oggi di fronte ad un bivio: da una parte lo sviluppo definitivo, dall’altra l’implosione. «Direi che il bivio è alle spalle e che la strada giusta è stata imboccata», afferma oggi. «Una tappa fondamentale sarà la nuova legge cinema, che nessuno ha ancora visto all’opera. Io sono decisamente fiducioso su tutta la linea».

L’appuntamento è a Torino dal 29 novembre al 1° dicembre 2017. Il programma completo del Torino Short Film Market è disponibile sul sito ufficiale.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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