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La rinascita del cortometraggio

Un recente articolo del New Yorker si interroga sul rinnovato interesse per il cortometraggio e la sua importanza per il cinema contemporaneo.

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Il New Yorker ha pubblicato ieri un lungo articolo di Richard Brody, il critico cinematografico della rivista, che si interroga sull’importanza dei corti e sulla necessità di dare maggiore attenzione a questa forma filmica. Brody fa una lunga panoramica sui grandi registi della storia del cinema che si sono confrontati con il cortometraggio, da Pasolini a Rossellini, arrivando a Wes Anderson e ponendo una certa attenzione alla scuola francese. In Francia, d’altronde, la produzione di cortometraggi è da sempre molto attiva, anche perché per molti anni è stato obbligatorio proiettare un corto insieme ad ogni lungometraggio. Inoltre, è stato Jean-Luc Godard a teorizzare il corto, definendolo l'”anti-cinema”, una sorta di anticorpo che forza i registi a provare il proprio valore. Lo stesso Godard si è spesso cimentato con questa forma come per esempio in Armida, un corto del 1986 che potete guardare cliccando sullo still che segue:

Questo perché per realizzare un corto servono un certo talento “concettuale” e un’immediatezza pratica non da tutti. Il cortometraggio è come uno squarcio, un incursione breve ed efficace in una storia che un lungo elaborerebbe e arricchirebbe di sfumature, ma che in questa forma diventa un vero e proprio microcosmo. E allora come mai non c’è una corrispondenza tra la qualità dei corti che vengono prodotti e l’attenzione che gli viene prestata?Secondo Brody il corto non è un sostituto o un nemico dei lungometraggi, anzi, è una forza positiva che può infondere nuova vita nel cinema narrativo. Come un breve incontro nella vita di una persona può lasciare un segno per un lungo tempo, così le escursioni nella forma breve possono segnare e migliorare l’arte ed il lavoro di ogni regista, e anche il pubblico può giovare di un ‘menù’ diverso e di più immediato impatto da quello dei feature films.

Caso esemplare in questo riguardo è il film che ha dato lo spunto di riflessione per l’articolo, ovvero Person to Person di Dustin Guy Defa, che proprio ieri ha aperto il New Directors/New Films, storico festival newyorkese che negli ultimi 43 anni ha lanciato moltissimi talenti. We have seen it during this year’s Berlinale Shorts, where it was rewarded the DAAD special prize. La storia è molto semplice: a seguito di una lunga festa, un giovane e solare ragazzo newyorkese trova una sconosciuta che dorme sul suo pavimento. Al suo risveglio, la ragazza non vorrà andarsene. Questo semplice ‘imprevisto’ diventa un pretesto per indagare la quotidianità del ragazzo, il suo atteggiamento nei confronti della vita, le sue abitudini ed i suoi spazi. Intimo e raffinato, ma anche molto divertente, questo corto sta facendo molto parlare di sé, e come molti altri lavori di uguale qualità, rischia di non arrivare ad un pubblico esteso (potete vedere il trailer cliccando sull’immagine sottostante):

L’articolo del New Yorker si ferma a delle considerazioni che interessano solo la distribuzione nelle sale e home video, dimenticando però l’enorme risorsa che arriva da internet. L’accessibilità di tecnologie sempre più avanzate ed il grande cambiamento nelle abitudini di consumo dell’audiovisivo degli ultimi anni hanno portato a una vera e propria rinascita del cortometraggio. Questo formato ha cessato di essere un mero “testing-ground” per registi emergenti relegato al ristretto circuito dei festival. Il corto va imponendosi come prodotto innovativo di narrazione, comunicazione e sperimentazione visiva, con una propria autonomia di linguaggio e pubblico. La rete è diventata il canale privilegiato per la fruizione e la diffusione di questi prodotti, ma anche il luogo idoneo a favorire l’emersione o lo sviluppo di un vero e proprio mercato. Staremo a vedere nei prossimo anni lo sviluppo di questo settore dalle grandi potenzialità, anche noi di Good Short Films vogliamo essere parte attiva in questo cambiamento, supportando i numerosi talenti che producono costantemente film originali e innovativi.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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