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Box Room – di Michael Lathrop

Per fortuna c'è sempre la mamma...

15 – 20 | 2014 | Horror | Ireland | Solitude | Teenager

Jerry vive con la giovane madre, intenta a godersi la vita e che ha poco tempo per occuparsi di un figlio adolescente introverso. Lei esce la sera e si porta a casa ragazzi poco più grandi di lui, mentre Jerry trascorre le sue serate creando diorami di creta a sfondo famigliare. La sua camera è il suo baccello e lì vi si rintana. Ma non è sufficiente per tenere fuori il mondo che gli giunge comunque attraverso la parete, sotto forma dei gemiti di piacere della mamma.

Le cose non sono semplici per Jerry, che sta attraversando quel momento della propria vita in cui ogni maschietto è schiavo degli ormoni, travolto in maniera pressante da un desiderio sessuale che ancora non conosce soddisfazione. Fino a che, una sera come tante, per una fatalità o un colpo di fortuna, scopre qualcosa nascosto dietro la parete della propria camera.

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Il regista Michael Lathrop e il prouttore David Lester Mooney, autori della sceneggiatura, hanno dato vita a qualcosa di profondamente disturbante che si ispira chiaramente alla mitologia del solitario di Providence, creando una delle più azzeccate declinazioni lovecraftiane viste recentemente. Piuttosto esplicito nelle immagini, Box Room sta alla psicologia freudiana come un barattolo di miele sta a Winnie the Pooh. Forbici, castrazione, specchio, Edipo, cattivo parto: è zeppo di tutti gli archetipi che farebbero salivare il vostro psicologo di fiducia.

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Visto il tema, non possono mancare sporco e umido di cronenberghiana memoria. Umori e sangue che grondano dalle pareti sono solo un lubrificante necessario per introdurre nella realtà quanto si nasconde dietro la carta da parati, una fantasia o una perversione sopita che mette a disagio e che quando viene svelata può far letteralmente crepare e tremare le pareti. L’orrore quindi si annida tra le mura domestiche; l’ultimo baluardo della stabilità e della sicurezza viene meno. Eppure anche le situazioni più terribili possono venir superate, sembra suggerire, perché c’è mamma che sistema tutto.

Presentato in anteprima al SXSW 2014 e in altri festival internazionali tra cui Winterthur e Cork, Box Room è un corto prettamente maschile, che richiamerà con affetto nella mente di tutti i ragazzi il ricordo delle solitarie notti trascorse in cameretta. Ci auguriamo con epiloghi differenti da questo.

Luca Luisa

Luca Luisa

Amo il brutto perchè stimola la creatività. Mi piace scavare e scoprire tesori nascosti. Quando posso, provo a passare dall’altra parte dello schermo e con i miei compagni di Visceravisions creo incubi. Mangio carta stampata e non mi piace il pop.

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