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Attacco alieno dall’Interspazio – di Alessio Gonnella

La fantascienza in Italia si può fare, ma soprattutto: come può la tromba salvarci tutti?

20 – 25 | 2014 | Apocalypse | Dark Comedy | Dystopia | Italy

La fantascienza in Italia si può fare. Sembra un ossimoro pensando alla tradizionale difficoltà della produzione cinematografica italiana nei confronti del genere. Un paradosso ancora maggiore se applicato al mondo dei corti, dove spesso il budget risicato impedisce di cimentarsi in un genere esigente dal punto di vista economico. Ma, per fortuna, le eccezioni esistono come nel caso di Attacco alieno dall’Interspazio di Alessio Gonnella

Un corto fortunato in tutti i sensi del termine. Fortunato da un punto di vista produttivo, avendo potuto contare sulla presenza di Roberto Herlitzka, reclutato dal regista stesso attraverso numerose lettere manoscritte; fortunato dal punto di vista della ricezione, essendo riuscito ad approdare allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2014. Infine, fortunato da un punto di vista qualitativo, riuscendo a coniugare le buone premesse in un prodotto finale coerente.

Attacco alieno dall’Interspazio è un corto sci-fi che si confronta con le problematiche produttive di questo genere, oltre ad integrarlo ad una poetica che si avvicina più ai toni grotteschi e distopici di tradizione iberica o italiana (vedi Marco Ferreri). Indugiando, a volte forse fin troppo, in riferimenti cinematografici più o meno noti, Gonnella riesce a proporre una visione che riconduce all’umanità residua che ci appartiene nonostante un mondo semi-apocalittico inaridito e violento. Delle premesse simili a quelle che caratterizzavano anche The Rover di David Michôd, ma che non si risolvono nell’incomunicabilità dell’australiano, ma sfociano in un neo-umanesimo che si scioglie in una lunga risata divertita. Perché chi non riderebbe se il Presidente annunciasse che gli alieni possono essere sconfitti solo con il suono di una tromba?

Francesco Bozzi

Francesco Bozzi

Nato nel 1989, mi sono laureato in Letterature comparate alla Utrecht University nel 2015 ma, fuggendo l’accademia, cerco di scrivere del cinema che guardo, dello sport che seguo, e della muscia che sento.

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