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Miss Candace Hilligoss’ Flickering Halo

Un corto sperimentale dalle atmosfere claustrofobiche ed oniriche in cui le immagini di un film horror anni 60 vengono stravolte per creare un discorso sulla visione ed il nostro rapporto con le immagini.

10 – 15 | 2011 | Experimental | Italy | Meta-Filmic | Video Art

L’aura oscillante della signorina Candace Hill. Il titolo di questo corto sperimentale fornisce immediatamente le informazioni necessarie per prepararsi alla visione: 13 minuti tremolante, distorta, manipolata, moltiplicata immagine dell’attrice americana.

Partendo da alcune scene di “Carnival of Souls”, un horror-noir anni 60, il regista Fabio Scacchioli ha lavorato sui singoli fotogrammi, montando e tagliando pezzi di film a suo piacimento, dilatando e accorciando i tempi, ripetendo ossessivamente alcuni movimenti ed elminandone altri, moltiplicando alcune immagini ed oscurandone altre.

La manipolazione delle immagini è accompagnata da una altrettanto straniante colonna sonora composta da Vincenzo Core, vero e proprio regista di suoni digitali che contribuiscono a solidificare l’atmosfera onirico-allucinatoria del corto. Immagini e suoni diventano un tutt’uno, i toni graffianti della musica spezzata e dissonante sembrano nascere direttamente dalle immagini stravolte e manipolate, l’esperienza audio-visuale è completa.

La luce viaggia nel tempo e nello spazio a una certa velocità, impiega quindi un tempo variabile ad arrivare dalla fonte ai nostri occhi. Di conseguenza, dice il regista, ci troviamo ad osservare sempre il passato, mai il presente. Esiste una distanza tra noi e l’immagine che abbiamo della realtà, molto simile alla distanza che intercorre tra pensiero e linguaggio. Questo intervallo che separa e unisce, il silenzio tra le parole, il nero tra le immagini, sono tutti elementi che hanno ispirato il film.

Un lavoro sulla visione e sul cinema, all’interno del quale analogico e digitale si mischiano, e le necessità narrative vengono meno, lasciando spazio ad un susseguirsi non sequenziale di impulsi visivi e sonori. L’effetto ultimo, lo straniamento, lo stato quasi allucinatorio in cui viene posto lo spettatore non è forse molto diverso da quello di certo cinema narrativo (basti pensare a Lynch, Cronenberg, il primo Polanski, gli sperimentalismi di Guy Maddin), ma è portato alle estreme conseguenze, ottenuto ribaltando e facendo esplodere i canali tradizionali.  E’ inoltre interessante che il materiale d’origine sia un film culto dall’atmosfera claustrofobica, inquietante e disturbante. Forse non è stata una scelta casuale, quasi ad instaurare un dialogo sull’inquietante ed il conturbante, in cui due modi opposti di produrre immagini in movimento trovano un punto comune nelle nude immagini del film.

Miss Candace’s Hillligoss’ flickering halo è stato presentato nella sezione Orizzonti del Festival di Venezia nel 2011, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti nel circuito dei festival internazionali. Il corto si inserisce nel percorso di ricerca del regista Fabio Scacchioli, principalmente incentrata sulle relazioni tra memoria, percezione e pensiero ed espressa in video, film ed installazioni.  La sua collaborazione con il musicista Vincenzo Core è continuativa, ed il loro ultimo lavoro “No more lonely nights” (qui il trailer) ha vinto il premio speciale della giuria al Torino Film Festival del 2013.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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