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The Mourners (Il Metodo Marcy)

Dalle nostre submission: un horror fatto di ossessioni, paure e mancanza di scrupoli per raggiungere la forma perfetta.

10 – 15 | Horror | Italy | Live-Action | Madness | 2014

È abbastanza raro che i registi italiani emergenti si cimentino nella “forma breve” con generi come il thriller, l’horror, il grottesco o il fantastico. Non solo per le difficoltà di scrittura, difficile costruire una narrazione convincente e capace di scatenare emozioni forti in pochi minuti, ma anche per i costi produttivi che tendono ad essere più alti rispetto a storie più autoriali che magari si rifanno al dramma sentimentale / esistenziale o alla commedia (le due ingombranti eredità del “grande cinema” nostrano). La cosa alla fine non è nemmeno del tutto vera: una buona idea fa risparmiare, e le restrizioni economiche costringono il nostro cervello a trovare soluzioni orginali, imprevedibili, impensate. Vorremmo quindi pure esortare le “giovane leve” italiane ad avere più coraggio, specie nella “forma breve”, che è “libera” e “audace” quasi per statuto.

Recentemente abbiamo presentato in anteprima online Il Serpente, un thriller low budget, che in poco tempo ha raccolto premi e partecipazioni in diversi festival in giro per  il mondo. Segno che rischiare spesso paga. Apprezziamo dunque il fatto che sempre più autori si cimentino ad esplorare queste zone.

The Mourners si inserisce proprio in questa relativamente “nuova” tendenza del “cinema breve” italiano. Il corto parte mostrandoci due amici che pescano sul greto di un fiume. Uno di loro è in ansia, come se un tragico evento stesse per accadere. Allo stesso tempo, in una cantina umida, alcune persone ossessionate dalla loro forma fisica prendono confidenza con un nuovo, brillante modo per ottenere un corpo perfetto. Attraverso questi personaggi scopriremo fino a che punto le persone sono disposte a spingersi per apparire perfetti agli occhi degli altri.

Il corto è stato presentato al Short Film Corner a Cannes 2014, è in competizione per il David di Donatello Awards 2015, ed è stato selezionato al Terror Film Festival (USA), al Salento Finibus Terrae Int. Film Festival, e recentemente ha ottenuto una menzione speciale al Corto Movie Festival Torino. È ben realizzato tecnicamente: fotografia, suono, recitazione. In generale è ben riuscito e il “messaggio” è chiaro e lo potremmo esprimere così: mors tua, vita mea! L’arco narrativo ci ha lasciato invece più perplessi, nel senso che appare più la premessa per un lungo, o come fosse un estratto da un lungo ipotetico, che un corto che sta “comodo” nella propria forma, la intende, la sfutta, la stravolge, la provoca, la risolve.

In effetti, ci abbiamo azzeccato. Come ci hanno spiegato Daniele Lince, il regista, e Roberto Tomeo, autore del soggetto e della sceneggiatura: “noi abbiamo girato questo corto per trovare produttori per la realizzazione del nostro primo lungometraggio basato su questa storia. È un argomento forte e attuale quello delle diete, e noi abbiamo scelto un genere, il thriller, per raccontarlo e per sottolinearne i pericoli.” Potete vedere il backstage delle riprese qui.

Utilizzare la forma breve non solo come esibizione delle proprie capacità, ma come vero e proprio  “pitch”, o come uno “spin-off” di un progetto più ampio, è un metodo da sempre utilizzato dai registi di tutto il mondo. Ci sono tantissimi esempi a riguardo, non ultimo il celebrato Whiplash (tante nominatin e tanti premi, tra cui ben tre Oscar!).

Vorremo però ricordare che il “corto” può dire o affrontare temi, con mezzi, modi e linguaggi, che in un “lungo” non avrebbero senso (e viceversa ovviamente). Quindi, non siate timidi. Osate!

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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