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Tiger Boy

Dal regista di Lo chiamavano Jeeg Robot, la storia di Matteo, un bambino di nove anni che ha un unico grande mito: un wrestler di Corviale chiamato Il Tigre.

20 – 25 | 2012 | Childhood | Disease | Dramedy | Italy | 2012

Tiger Boy è il sesto cortometraggio di Gabriele Mainetti, attore, regista, compositore e produttore classe ’76, vincitore morale della Festa del Cinema di Roma 2015 grazie al suo esordio Lo chiamavano Jeeg Robot (al cinema nel 2016). Se con Itinerario tra suono ed immagine (2003), Il produttore (2004) e Ultima spiaggia (2005) aveva rodato la forma breve dietro la macchina da presa, è con il noir lupiniano al Quadraro Basette (2008) e la scheggia Love in Central Park (2012) che il suo universo di supereroi fragili ha trovato forma compiuta.

Tiger Boy racconta la storia di Matteo (Simone Santini), un bambino di nove anni che non si separa mai dalla sua maschera fatta in casa, identica a quella del suo mito: un wrestler di Corviale chiamato Il Tigre. È la favola del giovane gambero che vuole ostinatamente raddrizzare tutte le storture di questo mondo: per la mamma (Lidia Vitale) quella maschera è un capriccio, per Matteo grida al mondo un orribile segreto. Nel silenzio dei grandi, la forza per sconfiggere l’orco cattivo (Francesco Foti) e le sue viscide e orribili molestie la scatena un Naoto Date di borgata, che sul ring batte il temibile Big Tornado.

Il wrestling di periferia e un presente distante e sordo, la realtà e la fantasia, la forza contro l’incomunicabilità e la solitudine: Mainetti e il fidato sceneggiatore Nicola Guaglianone ci restituiscono una Roma materna e minacciosa che avvolge e incombe, per strada e dai tetti, culla di disagi ed orrori dai quali salvarci. L’immaginario maturo eppure infantile e scanzonato, i toni delicati ed ironici, l’abilità di realizzare stunt degni di questo nome (ottimo il lavoro di Stefano Maria Mioni) sono incisivi come i riff di chitarra cui Gabriele affida i titoli di coda.

Tiger Boy è stato selezionato in oltre 30 festival e ha vinto il Grand Prix al Festival Européen du Film Court de Brest 2012, il premio come miglior cortometraggio al Flickerfest International Film Festival 2013 in Australia e il Nastro d’Argento 2013. Il corto è inoltre entrato nella shortlist, assieme ad altri 9 progetti concorrenti, per la nomination all’Oscar – categoria “Live Action Short” – dell’86° edizione degli Academy Awards.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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