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I’m a Mitzvah

La tragicomica avventura di ragazzo americano che deve passare un'ultima notte con il corpo del suo migliore amico, in una cittadina sperduta del Messico.

15 – 20 | 2014 | Black Comedy | Grief | Live-Action | USA

Mitzvah” è un termine utilizzato nella religione ebraica che significa “comandamento”. Nell’uso comune però, con “Mitzvah” si indicano tutte quelle buone azioni caritatevoli che una persona può compiere nella vita, come ad esempio la sepoltura del corpo di una persona sconosciuta.

E’ proprio un Mitzvah che si troverà a dover compiere David, il protagonista di questo corto,  un ragazzo americano ritrovatosi in una cittadina sperduta del Messico per recuperare il corpo del suo migliore amico, morto durante una vacanza “spericolata”.

Il corto inizia come una amara commedia degli equivoci. Appena arrivato sul luogo, infatti, il nostro protagonista trova un ignaro imbalsamatore che sta effettuando tutte le procedure del caso, e tenterà in ogni modo di fermarlo (la religione ebraica, infatti, non permette nessuna operazione sul corpo dei morti). David però non parla spagnolo, e nessuno intorno a lui parla inglese, e le interazioni tra i due saranno molto imbarazzanti. Le difficoltà di comunicazione saranno il leit motiv di quest’avventura. Molte cose andranno per il verso sbagliato: il suo volo per gli Stati Uniti verrà cancellato, trascinarsi dietro l’enorme scatola dentro la quale si trova il corpo sarà difficoltoso, e una continua serie di telefonate ansiogene dalla madre dell’amico non gli lasceranno un attimo di respiro.

Il punto cardine del corto non sono però le – divertentissime – disavventure, bensì il nostro rapporto con la morte. David ha appena perso il suo migliore amico, ma non riesce a provare nulla. Si trova in uno stato confusionale, non comprende la sua reazione di quasi indifferenza rispetto a questa perdita. Proverà di tutto: cercherà su Google le fasi dell’elaborazione del lutto, proverà a recitare le preghiere funebri ebraiche, il tutto in compagnia di una bottiglia di tequila e del suo amico morto.  La totale mancanza di emozioni lo porterà ad avventurarsi nella cittadina, dove parteciperà ad una festa locale, berrà molto e finirà col familiarizzare come meglio può con una donna del luogo – il tutto, sempre in compagnia del suo amico. Quest’ultima notte di celebrazioni insieme al suo compagno d’avventure sarà forse l’addio di cui aveva bisogno, e anche il più adeguato – scopriamo infatti, tramite un ottima trovata di sceneggiatura che ci mostra le foto scattate dal deceduto durante la vacanza, che l’amico di David era decisamente un amante dei party. Sarà proprio una di queste foto, alla fine, in un momento tragicomico, a far realizzare davvero al nostro protagonista che il suo amico non c’è più. Ed è così che da una sorta di “Weekend con il morto” in Messico il corto diventa altro, assume una dimensione più profonda, sentimentale, umana. Siamo più vicini ai Coen di A serious man o al cinema indipendente à la Nebraska che alla commedia grottesca. Non solo situazioni imbarazzanti, ma una genuina rappresentazione dell’amicizia, della lealtà e anche, perché no, della gioia di vivere.

In ogni caso, la tristezza per il lutto scatenata da una foto di un ubriaco accanto ad uno sconosciuto totalmente nudo è, in fin dei conti, un momento che racchiude in se il tono di “I’m a Mitzvah”.

Il protagonista del corto è Ben Schwartz, attore comico americano noto per serie tv come Parks and Recreation e House of Lies. Un casting perfetto, vista la grande esperienza dell’attore in ambito di improvvisazione – la maggior parte delle scene infatti sono improvvisate, il regista Ben Berman ha preferito lasciare che l’interazione libera e le difficoltà comunicative date dalle barriere linguistiche facessero il loro corso, ed ha funzionato. Berman ha, come Schwartz, una lunga carriera nell’ambito della comicità americana, vanta frequenti collaborazioni con personaggi come Zach Galifianakis e  Tim & Eric, e ha diretto molti episodi di programmi comici come Comedy Bang Bang.

Le musiche sono state realizzate da Stephin Merritt, cantante dei Magnetic Fields, di cui sono presenti anche alcune canzoni. Il corto è stato finanziato tramite Kickstarter ed è stato presentato a Sundance 2014.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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