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Record/Play

Guerra, viaggi nel tempo e un walkman rotto fanno da contorno a questa storia d'amore fantascientifica.

10 – 15 | 2012 | Live-Action | Sci-Fi | Time Travel | USA

Un uomo sta ascoltando una cassetta su un vecchio walkman, e mentre la voce di una donna racconta la sua giornata inizia a piangere. Improvvisamente il registratore si rompe, e il nostro protagonista decide di aggiustarlo usando dei pezzi di un vecchio kit della NASA. Al nuovo avvio, la musicassetta  lo trascinerà letteralmente all’intero dei suoi ricordi. Siamo in Bosnia, nei primi anni 90. La donna di cui abbiamo sentito la voce sta registrando il messaggio, ignara del pericolo che incombe su di lei, e il suo amato inizierà una lotta contro il tempo per salvarla.

Record/Play è l’ennesimo film ad aderire alla tendenza di certa fantascienza contemporanea di usare oggetti ed espedienti presi in prestito da un passato analogico, benché qui l’uso del walkman non è semplicemente una scelta estetica o stilistica, ma è giustificato diegeticamente. Il viaggio nel tempo non è cosa nuova per il genere, sono molti i film che vedono i propri personaggi perdersi in loop temporali per cambiare il corso della storia, ma il regista Jesse Atlas riesce a infondere una nuova linfa vitale in questo topic. E’ soprattutto la scelta di utilizzare una musicassetta ad essere innovativa: così come i viaggi nel tempo del protagonista, anche il nastro porta avanti e indietro il tempo, in un loop potenzialmente interminabile. La fisicità stessa della registrazione analogica è simile a quella che prova sulla propria pelle l’uomo, che nei vari sbalzi temporali viene ferito più volte. Anche l’intimità ed il valore sentimentale di questa avventura sono qualcosa di raramente visto. I grandi eventi del passato sono generalmente il punto di partenza di queste storie, ma qui la Storia dell’umanità è presente solo come contesto, il nostro “eroe” non torna indietro per fermare la guerra in Bosnia, è motivato solamente dall’amore per la donna che ha perso.

E’ in ogni caso l’assoluta semplicità della storia il vero punto di forza del corto. Certo, è anche il medium a imporre un taglio per quanto riguarda digressioni e lunghe spiegazioni, ma la pulizia della narrazione, nonostante i continui salti temporali, è esemplare. Non sappiamo molto dei due amanti, ma non importa. La regia e la sceneggiatura sono talmente solide da veicolare totalmente l’attenzione e l’identificazione dello spettatore verso il protagonista. Un’ottima fotografia dai toni cupi e la colonna sonora completano il tutto, come dei fiori all’occhiello di un prodotto estremamente intrigante.

Record/Play è stato presentato a Sundance 2013, ha vinto molti premi nel circuito dei festival ed era nella shortlist finale per gli Oscar di quest’anno. E’ stato recentemente annunciato che la Focus Features sta sviluppando un lungometraggio basato sul corto, che verrà sceneggiato e diretto dallo stesse Jesse Atlas.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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