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The Artist is Absent: A Short Film on Martin Margiela

Un ritratto del più schivo e geniale degli stilisti, attraverso immagini d'archivio ed ospiti illustri.

10 – 15 | 2015 | Documentary | Fashion | Mixed Footage | USA

The Artist is Absent. È questo il titolo che la regista Alison Chernick ha scelto per il suo ritratto del più schivo e geniale dei fashion designers. Se da un lato strizza l’occhio a ‘The Artist is Present’, il documentario su Marina Abramovic, dall’altro è una perfetta sintesi di ciò che Martin Margiela ha significato per la storia della moda.

L’arrivo di Margiela sulla fine degli anni 80 fu qualcosa di rivoluzionario: in un’epoca in cui il culto delle top model e degli stessi stilisti stava esplodendo, egli decise di riportare l’attenzione sull’unica cosa che veramente contava: gli abiti. Profondamente contrario all’ideale della modella glam, faceva sfilare delle specie di automi senza volto, coperte da maschere o da tute integrali, per far parlare da soli gli indumenti e le sue presentazioni, uniche ed irripetibili.

Lo stilista stesso, ritiratosi ufficialmente nel 2009, ha sempre mantenuto una rigida anonimia – non ha mai mostrato il suo volto in passerella, e ogni contatto con i media è sempre avvenuto via fax. Ad oggi, una sola foto di Margiela esiste, ed è l’unica testimonianza del suo volto nota al pubblico. Il documentario si sofferma molto su questo rifiuto della notorietà, che di contro ha però creato una leggenda, un’alone di mistero forse più efficace delle esuberanti personalità di alcuni suoi contemporanei.

Non è forse un caso che prima di lanciare la Maison, Margiela lavorò per 3 anni nell’atelier di Gaultier a Parigi. Come due facce della stessa medaglia, i due stilisti hanno due personalità opposte, ma in maniera simile hanno saputo innovare e stravolgere l’industria della moda.

È proprio Jean Paul Gaultier uno dei personaggi intervistati nel documentario che, ricordando con chiarezza la prima volta che vide ‘Martin’ all’opera, sostiene che si accorse subito che avrebbe fatto grandi cose. Ci tiene anche a specificare che “non è stato il suo maestro, perché lui non aveva bisogno di maestri“.

Altre voci illustri interpellate dalla Chernick sono la critica Suzy Menkes, che si sofferma sulla novità dell’approccio decostruzionista dello stilista: non fu di certo il primo a deostruire e ricostruire gli indumenti, ma lo fece con una maestria sartoriale ed un’immediatezza che resero le sue creazioni uniche ed iconiche.

Molta importanza è ovviamente data ad Anversa, attraverso le testimonianze di personaggi come Geert Bruloot, asse portante dell’industria della moda belga ed Inge Grognard, collaboratrice degli Antwerp Six (di cui, ricordiamo, Margiela non faceva parte) e dello stilista sin dagli inizi. Respiravano e si nutrivano solo di moda, ricorda. Traspare un’immensa ammirazione e rispetto anche dalle parole di Raf Simons, che con occhi quasi sognanti sostiene che tutti dovrebbero seguire l’esempio dello stilista e ritirarsi quando si sente di aver detto tutto ciò che c’era da dire.

Interessanti sono anche le piccole curiosità su questo personaggio imperscrutabile che emergono qua è là, come il fatto che la madre usava comprare mobili d’antiquariato per lavorarli e trasformarli – esattamente quello che il figlio realizzò con i tessuti e gli indumenti. Sono però le immagini d’archivio dei primi show di Margiela il punto forte del corto: eventi unici e sconvolgenti che scardinavano il concetto stesso di sfilata di moda, in cui pur di assistervi la gente si ammassava contro ogni regola di sicurezza.

In un cortometraggio sarebbe impossibile esplorare esaustivamente l’opera di Margiela, ma ‘The Artist is Absent’ è un’ottima introduzione al misterioso mondo dello stilista belga, una prima risposta alla domanda “Chi è MM?”. Guardare alla vita e all’opera di un ‘artista assente’ evoca anche alcuni spunti di riflessione importanti riguardo l’attuale mondo della moda, oramai schiavo della presenza nei social media e della pubblicità facile. Il corto, prodotto da Yoox.com, è stato presentato la settimana scorsa al Tribeca Film Festival.

Alison Chernick è una veterana dei documentari d’arte, avendo diretto film su Jeff Koons, Roy Lichtenstein nonché il notissimo Matthew Barney: No Restraint, che documenta la realizzazione di Drawing Restraint 9.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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