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Anteprima Online: Cargo

Una storia di sfruttamento e redenzione alle porte di Roma che sovverte il ruolo canonico vittima-carnefice.

15 – 20 | 2012 | Drama | Italy | Observational | Social Issues

L’anteprima online è scaduta, ma puoi leggere la recensione e guardare la clip.

Cargo è il secondo cortometraggio scritto e diretto dal giovane regista romano Carlo Sironi, classe ’84, e prodotto dalla Kino Produzioni di Giovanni Pompili impegnata nella realizzazione di opere dal taglio antropologico e sociale. Il film racconta la storia di Alina, (Lidiya Liberman) venticinquenne ucraina che lavora come prostituta alle porte di Roma, e Jani (Flavious Godrea), un ragazzino romeno che ogni giorno la porta in strada, un “pesce”, come si dice in gergo, ossia il braccio destro del “protettore”, colui che non parla ma guarda e controlla nascosto tra gli alberi che tutto vada liscio. Jani apprende che all’indomani Alina sarà venduta, “produce” ma è indisciplinata, troverà altri sfruttatori che sapranno metterla in riga. Sa bene che questo rappresenta per Alina un’ulteriore condanna, e che il suo destino è segnato. Sembra indifferente, ma la osserva di continuo, riflette, e qualcosa cambia dentro la sua testa, tanto da escogitare qualcosa, una via di fuga per fuggire entrambi dalla gabbia che li circonda.

Cargo è un film che parla di rabbia repressa, indifferenza e rassegnazione, ma anche di redenzione e libero arbitrio, della capacità umana di cambiare il corso degli eventi seppure attraverso una scelta apparentemente irrazionale scatenata, come in questo caso, da una sorta di sindrome di Stendhal rovesciata, di riconversione del “carnefice”, o più semplicemente da un innamoramento. Sullo sfondo, il film evoca domande piuttosto radicali sulla natura umana, sui fili invisibili che legano le singole esistenze, e suggerisce una visione che va oltre la dicotomia manichea del bene e del male mostrando invece la loro mescolanza e la loro contingenza.

A conferma di uno stile asciutto e laconico, teso a far parlare soprattutto le immagini, Sironi sviluppa la storia senza nascondere l’empatia che lo lega ai suoi personaggi, con primi piani molto intimi e dettagli dei volti che fungono da metonimie dei loro stati interiori. L’aver affrontato questo tema forte e delicato, rende onore al duo romano, che ha il merito di gettar luce sul racket delle schiave del sesso: «un business crudele e redditizio, capace di estendersi su scala globale sacrificando qualunque sentimento di dignità umana sull’altare del profitto» (cfr. Siddharth Kara, Sex Trafficking. Le storie, i volti e le voci delle schiave del sesso. Castelvecchi, 2010). Il  film è stato realizzato anche con il supporto di BeFree, cooperativa sociale contro tratta, violenze e discriminazioni, attiva da molti anni nel contrasto alla tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo.

Leggi domani la nostra intervista al regista. Stay tuned!

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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