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Prima Online: Dulce Dolor

Attraversando le ambiguità della felicità e del desiderio, una Piñata umana scoprirà qual è la sua vera natura.

10 – 15 | 2014 | Drama | Live-Action | Mexico | Pain & Pleasure

Spesso le storie nascono da una singola intuizione visiva, un momento di stupore in cui si cattura il senso di qualcosa (o di qualcuno), e un regista deve avere la bravura di mantenere quella intensità originaria nel tentativo di sviluppare una trama che risolva il “tema” evocato da quella immagine così casuale e così potente.

E forse al giovane regista messicano Moisés Aisemberg è andata proprio così, o almeno, ci diverte pensarlo: ha immaginato una Piñata prendere vita mentre viene picchiata con un bastone durante la festa di compleanno di una bambina. L’ha immaginata scappare via questa ragazzona di carta, dal viso languido, e il ventre pieno di caramelle. Verso dove? E qui sta l’autentica trovata di Dulce Dolor che sviluppa con grande intelligenza questo preludio, conducendoci ad un finale intuibile, ma comunque sorprendente.

Ferita e abbandonata, la Piñata corre via – bello il ralenti che permette di immedesimarci con la sua fisicità – e riesce a trovare l’amore in un addetto alla spazzatura che la salva dal cassonetto dove è finita. Lui la porta a casa, la cura, le dà mangiare. Lui è fatto di carne, lei è fatta di foglietti colorati. I due si innamorano. Eppure, man mano che il rapporto con il suo salvatore diventa più intimo, la Piñata si scontra con il carattere ambiguo del suo desiderio.

Recentemente presentato al Festival Internacional de Cine en Guadalajara, in anteprima online su Good Short Films per 7 giorni (fino al 5 Aprile), Dulce Dolor mette in scena la ricerca di ognuno verso la propria natura, verso la libertà, verso l’oscuro oggetto del desiderio: un “dolce dolore”? La stranezza del corpo della Piñata è senza dubbio l’elemento magnetico dell’intero film, anche perché l’assurdo che lei incarna si fonde candidamente con la sua realtà psicologica che invece è autentica, in un mondo in cui nessuno si meraviglia della sua anomalia, immergendoci nelle tipiche atmosfere del “realismo magico”. Riferimento scontato, ma dovuto. Il fatto che sia poi un film muto, amplifica tutto, e ci costringe ad entrare sotto la “pelle” della Piñata, di immaginarne gli organi, le funzioni, di intuirne le intezioni e il sentire. Che cosa mangia? Cosa pensa? Che cosa prova questa bambola di carta?

Dulce Dolor è una fiaba che esprime in forma metaforica un concetto semplice, ma essenziale: la necessità di essere onesti con se stessi. E questo perché, come suggerisce lo stesso Asimberg: “Per quanto ci affanniamo a sopprimere i nostri istinti e il nostro vero essere, esso tornerà sempre in superficie nella nostra continua ricerca di felicità, desiderio e piacere. Anche quando il compimento dei nostri desideri più profondi implica la nostra auto-distruzione.”

La Piñata è interpretata e letteralmente “portata in vita” dalla giovane attrice messicana Tessa Ia, che riesce a regalarle i giusti colori, anche solo attraverso il movimento degli occhi e le goffe movenze. L’addetto alla spazzatura è Harold Torres, attore noto nel circuito messicano che ha recitato in più di 20 lungometraggi ricevendo diversi premi. A parte essere un regista promettente, Moisés Aismeberg è anche la mente dietro i fenomeni virali come ColibritanyChip Torres e Fer y Santi, realizzati dalla sua casa di produzione La Grand Royal, specializzata in contenuti web innovativi, e con il produttore e attore messicano Juan Sarquis, co-fondatore di Filmaciones De La Ciudad.

Leggi l’intervista a Moisés, qui.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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