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Prima Online: Black di Sara Taigher

Un cortometraggio – parte di un più ampio progetto cross-mediale – per allietare gli animi in questi giorni di quarantena forzata

10 – 15 | 2018 | Animation | Italy | Sci-Fi

Roma, estate. Una sera, all’improvviso, un blackout totale lascia la città senza corrente elettrica. La gente è paralizzata, immersa nel buio più totale. Matteo, un giovane producer di musica elettronica fan di Chemical Brothers e Daft Punk, sta scrivendo le tracce del suo nuovo album. In un attimo, perde tutto il lavoro custodito sul suo computer. Affranto dalla mancanza di luce ed intrappolato nelle sue abitudini, Matteo scopre una dimensione completamente diversa di sé e di ciò che lo circonda grazie all’incontro con Greta, la sua vicina di casa che da questa emergenza sta tirando fuori un romanzo.

“Nel buio si possono riscoprire cose che si sono dimenticate”: è questa la lezione di Black, il cortometraggio d’animazione di Sara Taigher che arriva online proprio nei giorni in cui, sia in Italia che nel resto del mondo, le persone sono chiuse in casa perché i numeri dell’epidemia da Covid-19 continuano ad aumentare. Sentirsi sopraffatti dalla situazione è facile, ma è ancora più importante restare calmi, non avere paura ed evitare il panico. “Black – spiega Sara – è la storia di un amore ma anche un appello al presente: i temi centrali del film, il blackout e la musica, legati indissolubilmente tra loro per tutta la sua durata, ci invitano a capire l’importanza di qualcosa che normalmente diamo per scontato come l’elettricità”.

Un'immagine del corto Black

Sara Taigher e il suo gruppo di lavoro (Yassmin Yaghmai, Chiara Babuin, Daniele Di Blasio e il fumettista Lorenzo Bartoli, al quale il film è dedicato) hanno scelto un’animazione d’altri tempi, diversa da quelle a cui ormai siamo abituati: tradizionale 2D. Elegante e poetico, Black è abile soprattutto nel giocare al meglio con i colori notturni. La resa è realistica e nella sua semplicità conferisce un’atmosfera magica alla storia che vuole raccontare. I colori sono spogli come la situazione di caos esteriore di Roma e interiore di malessere, e si illuminano quando le emozioni dei personaggi trovano il coraggio di ricominciare e imparare nuovamente a vivere.

Black vuole spingere il pubblico ad essere più libero, a riflettere sulla nostra quotidianità, ad abbracciarne il lato più misterioso lontano dai pesi che ci impediscono di affrontare le difficoltà brusche della vita, per cercare di cambiare le nostre abitudini e trarne qualcosa di positivo. “Attraverso il protagonista, legatissimo all’uso del computer – racconta Taigher in un’intervista a Vice –, il pubblico vive il dramma della mancanza di corrente. E può comprendere da un lato quanto la consideriamo scontata, dall’altro che esistono cose che vanno al di là del lavoro, del computer, dei social network e di quelle abitudini che a volte ci rendono schiavi di noi stessi”.

Dal blackout, come dall’epidemia, ne possiamo uscire più consapevoli delle nostre fragilità in uno spirito nuovo di leggerezza e freschezza, finalmente capaci di distinguere ciò che è importante da ciò che è futile, come ha scritto David Grossman a proposito della pandemia di coronavirus in una riflessione su Haaretz.

Un'immagine del corto Black

Black è stato prodotto in tre anni dalla casa di produzione So What Pictures con un budget di appena 30mila euro e grazie al contributo del Mibact e di una campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter. Non solo: il corto è parte di un più ampio progetto cross-mediale, che vuole trasformare il protagonista Matteo in un vero e proprio DJ per un disco e una serie di performance dal vivo. Le tracce sono disponibili per l’ascolto su Soundcloud.

Sono tanti gli spunti importanti di riflessione in questo prodotto molto originale per il panorama dell’animazione indipendente italiana. D’altronde Sara Taigher lavora come regista e motion designer da tempo. Laureata in Graphic and Media Design al London College of Communication, ha diretto il videoclip di Solar Life Raft (brano dei newyorkesi DJ Rupture e Matt Shadetek) e fondato con la character designer Yassmin Yaghmai il progetto Robotina, con il quale ha realizzato il video musicale animato Farah – The Only Ones per l’etichetta di Los Angeles Italians Do It Better.

Una sfida cinematografica notevole, quella di Black e So What: un’animazione dalla libertà e maturità adulta che poggia su artigianalità e fantasia, uno sguardo diverso sul nostro presente, necessario specie ora che siamo soli e che questo isolamento forzato ci rende lontani dalle persone che amiamo.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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