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Prima Online: Riverbero

Un "Film di Confine" sospeso tra video-arte e scienza che ci racconta come si cattura un suono.

10 – 15 | 2013 | Documentary | Experimental | Italy | Technology

Una poltrona, degli elettrodomestici, alcuni scorci di una Torino deserta… dei solenni movimenti di macchina ci guidano per ambienti differenti, fino a soffermarsi sul vivo cemento armato di un enorme palazzo. Ci troviamo all’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino, dove è presente una “camera riverberante”. All’interno di questo spazio bianco e asettico, troviamo un gruppo di musicisti e cantanti intenti a suonare una sinfonia ipnotica, quasi rarefatta. Sembra di assistere a un cortometraggio sperimentale, un video che non risulterebbe fuori posto in un museo. All’improvviso, però, tutto cambia. Facciamo la conoscenza del Prof. Andrea Pavoni Belli, il “sacro custode” di questo luogo, che ci spiega come funziona e quali sono i diversi utilizzi che se ne fanno.

Il punto cardine del corto si trova nell’incontro-scontro tra l’aspetto artistico, emotivo della sinfonia all’interno della camera e la conseguente razionalizzazione di quell’ambiente. Da un lato abbiamo un coinvolgente, quasi ipnotizzante, momento lirico che avvicina il corto alla videoarte sperimentale. E poi, senza soluzione di continuità, veniamo trascinati nel concreto mondo della scienza, che inquadra lo stupore e la meraviglia appena provati all’interno di precisi calcoli matematici. Questo cambio di registro non spoetizza affatto il momento, anzi, contestualizza e dà un senso a tutta la prima del corto. Scopriamo che la camera poggia su delle molle perché non deve subire alcuna vibrazione dall’esterno, e che le sue pareti non formano mai angoli retti affinché il ‘raggio sonoro’ non viaggi da una parete all’altra con tempi sempre uguali, ma faccia percorsi più lunghi. Questo particolare fenomeno acustico rende possibile misurare l’assorbimento acustico di oggetti come le poltrone da teatro, le tende dei cinema e la potenza sonora di molti elettrodomestici – ecco spiegate, quindi, le prime enigmatiche immagini del corto.

Arte e quotidianità si uniscono virtualmente in questa stanza, estetica e vita di tutti i giorni diventano un unicum ideale: il misticismo che evoca nello sguardo di spettatori casuali null’altro è che un mero strumento di misura per chi dedica la propria vita alla scienza.

Il genuino entusiasmo con cui lo scienziato mostra procedimenti e macchinari è solo uno dei tanti elementi di ‘Riverbero’ che catturano l’attenzione dello spettatore. Dalla fotografia desaturata e pulita fino agli eleganti e immersivi movimenti della macchina da presa che ci trascinano all’interno degli spazi mostrati, il corto è tecnicamente impeccabile. La musica, eterea e conturbante, diventa un tutt’uno con le immagini, rendendo la visione un’esperienza multi-sensoriale – ci sembra quasi di essere in quella stanza, avvolti dai vari suoni che si propagano nello spazio. La suite musicale per canne d’organo soffiate, campane, pareti percosse e voci umane è stata scritta appositamente per il corto, ed è stata pubblicata all’interno del disco ‘Interferenze’ di PLUS (Minus&Plus).

Riverbero è stato interamente concepito, prodotto e diretto da MYBOSSWAS, uno studio di registi, fotografi, musicisti, grafici e artisti uniti da un unico “Boss”: l’idea ispiratrice del progetto a cui, di volta in volta, si trovano a lavorare. Inoltre, questo lavoro inaugura il filone dei ‘Film di Confine’, una serie di cortometraggi in cui il collettivo torinese intende rappresentare esperienze di vita inedite, sotterranee, sospese tra pressioni discordanti, unendo queste differenze in un unico disegno in grado di trasformare il conflitto in un racconto. E’ proprio quello che sono riusciti a fare con questo corto che rifugge definizioni di genere: video-arte e documentario, estetica e scienza, musica e analisi matematica si scontrano e si uniscono in un solido connubio.

In seguito all’anteprima internazionale al Festival di Roma nel 2013, il film è stato presentato ad importanti festival internazionali come il Glasgow Short Film Festival e il Brooklyn Film Festival. Sul sito del progetto ‘Film di Confine’ sono disponibili materiali extra, il backstage del film e la colonna sonora.

Flavia Ferrucci

Leggi la nostra intervista ai ragazzi di MYBOSSWAS. 
a cura di Tommaso Fagioli

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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