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Ulysse – di H. B. Meyrant, M. Chabannes, A. Labadie, C. Theuillon

Attraverso l'animazione digitale siamo trasportati nel viaggio onirico di un Ulisse moderno catturato dallo sguardo ammaliante di una sirena.

2013 | 5 - 10 | Adventure | Animation | France | Travel

Si può riscrivere una storia che viene narrata e rinarrata da più di 2000 anni? Assolutamente sì, alla luce del corto d’animazione Ulysse, diretto da un team di ex-studenti della prestigiosa scuola francese Mopa formato da Hugo Bodoukian Meyrant, Martin Chabannes, Anne Labadie e Candice Theuillon. L’Ulisse animato dal quartetto è infatti abbastanza diverso da quello raccontato da Omero o da quelli più recenti di James Joyce o di Jean-Luc Godard de Il disprezzo. Per ammissione degli stessi registi, Ulysse versione 2013 è la trascrizione del mito omerico in un’atmosfera fantascientifica, post-apocalittica.

La storia dell’eroe astuto, temuto e spregiudicato dei versi greci diventa quella di un operaio un po’ in carne, annoiato e trasandato che guida dei macchinari giganti che riducono in macerie le grandi opere umane del passato novecentesco lanciandole in un gigantesco cratere vulcanico ribollente di lava. Si va dalla Torre Eiffel, con cui si apre il corto, all’Empire State Building fino ad arrivare ad un’ipotetico transatlantico, il Parthenope, che ricorda vagamente il mitologico Titanic. Proprio attraverso la distruzione di questo relitto navale il nostro Ulisse, richiamato da un vago canto, penetra nel mondo acquatico che sembra ancora nascondere dentro di sé lo scafo dell’imbarcazione.

Una sequenza di scene oniriche e musicali trascinano l’operaio in un vortice di memorie, sogni e desideri (anche sessuali, visti i vari riferimenti alla fellatio) che sono guidati dalla coreografia di quella che sembra essere la regina e la personificazione della nave abbandonata: la sirena Parthenope. Una sirena decisamente differente da quelle omeriche che ammaliavano Ulisse e i suoi compari, ma anche da Ariel, la sirenetta Disney di cui Parthenope sembra richiamare, piuttosto, la nemesi Ursula nella sua prorompente fisicità e voracità. Ulisse si ritrova quindi sbatacchiato nel ventre della nave tra balletti burlesque e coreografie da musical hollywoodiano.

L’Ulisse nel 2013 riuscirà quindi a salvarsi dal canto della sirena come il suo corrispettivo antico? Hugo Bodoukian Meyrant, Martin Chabannes, Anne Labadie e Candice Theuillon, con la loro sofisticata animazione ci hanno dato qualche risposta. Resta a voi scoprirla.

Francesco Bozzi

Francesco Bozzi

Nato nel 1989, mi sono laureato in Letterature comparate alla Utrecht University nel 2015 ma, fuggendo l’accademia, cerco di scrivere del cinema che guardo, dello sport che seguo, e della muscia che sento.

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