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Fucking Bunnies – di Teemu Niukkanen

Come ti comporteresti se il tuo nuovo vicino di casa fosse il cordiale leader di un culto satanico?

15 – 20 | 2017 | Black Comedy | Fear | Finland | Live-Action

Come ti comporteresti se il tuo nuovo vicino di casa fosse il leader di un culto satanico, corpse paint black metal e festini serali a base di Twister e amplessi selvaggi? Ce lo racconta Fucking Bunnies (Saatanan Kanit), spassosa commedia finlandese scritta da Antti Toivonen e diretta da Teemu Niukkanen. Il cortometraggio, presentato in anteprima al Sundance 2017 prima di fare il giro del mondo tra festival e passaggi televisivi, scherza sul clima di moral panic scatenato oggigiorno dal diverso. In questo caso, un signore che si circonda di pentacoli, 666 e candele nere.

Jouko Puolanto è Raimo, uomo tranquillo di mezza età che abita nei sobborghi popolari di Helsinki. Sposato con Kirsi (Minna Suuronen), ama giocare a squash (ma non trova un compagno di squadra) e tollera simpaticamente i suoi vicini stranieri, dal nero che fa le pulizie al campetto (Jambo!) al tossico che vive di espedienti.

Tutto funziona alla perfezione nella Finlandia eletta Paese più felice al mondo, con il miglior stato sociale, il miglior reddito pro-capite e la più bassa percentuale di immigrati. Almeno fino a quando, all’improvviso, alla porta di Raimo bussa Maki (Janne Reinikainen), un satanista dallo stile di vita deviato, ma dannatamente socievole e cordiale.

Fucking Bunnies Teemu Niukkanen

Maki mette in crisi il sistema di valori del vicino. Un uomo pacato che ha chiamato suo figlio Pasi (in realtà sarebbe “Pussy”), venera una divinità oscura dalla testa di coniglio e si circonda di adepti che praticano ogni forma di erotismo satanico.

“Raimo – ha spiegato Teemu Niukkanen – è il classico tipo a cui piace proiettarsi come una persona molto aperta e liberale. È facile perché chi è veramente diverso è sempre rimasto sulle pagine dei giornali. Ora deve affrontare i propri pregiudizi che si radicano nel suo profondo”.

Al solito, come accade spesso e volentieri nelle buffe e feroci dark comedy finniche, si ride a denti stretti perché la critica sociale è sempre dietro l’angolo: affrontando il panico che generano gli stupidi pregiudizi di cui ci facciamo carico, Fucking Bunnies smonta con il sorriso doppi standard, intolleranze e discriminazioni che pratichiamo senza accorgercene. Fino in fondo, quando partono le note disco di Satan in Love e La Bellini canta “Lui mi sbatte e mi accarezza / Con due gocce di dolcezza / Mezzo angelo e animale / Prima piace poi fa male”.

Curiosamente, Fucking Bunnies arriva online nei giorni in cui si torna a parlare di Satanic Panic grazie all’inchiesta in tre parti di Selene Pascarella per Giap, I Satanisti ammazzano al sabato. Da vedere insieme a (e come contraltare di) Black Metal di Kat Candler.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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