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Black Metal – di Kat Candler

Il cantante di una band black metal diviso tra colpa e dolore: se l’opera di un artista viene usata per altri scopi, l’artista ne è parzialmente responsabile?

2013 | 5 - 10 | Art | Drama | Live-Action | USA

Quando il metal si tinge di giallo. I tre di West Memphis – Damien Echols, Jason Baldwin e Jessie Misskelley – erano nei radar della polizia ancor prima di essere ufficialmente accusati perché ascoltavano i Metallica e ne indossavano le t-shirt a scuola. La canzone Bodies dei Drowning Pool è stata la colonna sonora di un duplice omicidio, prima a Oakton, poi a Tuczon, in Arizona. Il 23 dicembre 1985, due ragazzi concludono una notte di alcol e droga sparandosi in testa dopo l’ascolto di Stained Class dei Judas Priest. Ozzy Osbourne affronta un processo perché un fan si è suicidato “spinto” dal brano Suicide Solution. E così via.

Black Metal è la storia di un uomo che combatte con il senso di colpa e la vergogna per una tragedia insensata. Ian (Jonny Mars) ha poco più di 30 anni ed è il cantante di una band black metal. È un musicista, ma anche un marito e padre devoto. Quando un ragazzino uccide l’insegnante di matematica e la band viene collegata al delitto, è costretto a riconsiderare le due cose che ama di più nella vita: la musica e la famiglia.

Presentato al Sundance Film Festival 2013 e finanziato con una vincente campagna Indiegogo, Black Metal è scritto e diretto da Kat Candler, già autrice di Hellion (lungometraggio interpretato da Aaron Paul e Juliette Lewis, estensione del suo omonimo corto) e The Rusted, thriller psicologico con Josh Hutcherson e Jena Malone (direttamente dalla saga di Hunger Games) parte del progetto Canon Project Imagination griffato Ron Howard.

Black Metal è stato pensato come lungometraggio, poi trasformato dalla regista in corto. Che il potenziale dietro questa storia fosse enorme, è piuttosto evidente – e lo dimostra il suo finale aperto. Grazie ad un ottimo cast, all’asciuttezza della scrittura e al lavoro del direttore della fotografia Andrew Droz Palermo (un background nel mondo dei videoclip) e della scenografa Yvonne Boudreaux, Candler riflette – con un lavoro umanista, potente e stimolante – sulle responsabilità di un artista, sulla perdita dell’innocenza e sulla dicotomia pubblico/privato, stage/off stage.

«Ero incuriosita dall’idea della colpa di un artista. Come ciò che diamo al mondo ci torna indietro attraverso l’interpretazione e le reazioni del pubblico. E come interiorizziamo quelle reazioni», ha dichiarato la regista. «Ho guardato molto ad Arancia meccanica, a come venne ritirato da molte sale dopo l’uscita al cinema, che causò numerosi fenomeni di emulazione delle gesta dei drughi», ha poi aggiunto in un’intervista a Revolver Magazine. «Mi sono ispirata anche al caso dei Judas Priest. Ho fatto un mucchio di ricerche tra band, film… La mia opinione è che la responsabilità ricade su chiunque tenga la pistola o il coltello, ma inevitabilmente come essere umano è difficile allontanare questo sentimento di colpa».

Lo score, firmato da Curtis Heath, include brani di Vesperian Sorrow, Horned Almighty e Pallbearer.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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