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Come Swim – di Kristen Stewart

Capitolo falsi miti di oggi, ovvero il cortometraggio scritto e diretto da Kristen Stewart, nota al grande pubblico come Bella Swan nella saga di Twilight

15 – 20 | 2017 | Disease | Drama | USA | Visual Poem

Ci sono alcune cose che francamente trovo irritanti. Non sto parlando delle cose serie, come ad esempio l’attuale situazione del lavoro in Italia (questione che ormai sta diventando sempre più un luogo comune della serie “Venezia è bella, ma non ci vivrei mai”), e nemmeno delle cose su cui si può tranquillamente sorvolare: i sacchetti della spesa “a pagamento” non sono il vero problema ragazzi, suvvia. Mi riferisco ai falsi miti di oggi. Prendiamo il cortometraggio Come Swim, scritto e diretto da Kristen Stewart, nota al grande pubblico per la saga di Twilight.

Siamo tutti contenti quando qualcuno trova la propria vocazione nel campo che ama, ma non è questo il caso. Procediamo con ordine: Come Swim parla di un ragazzo apparentemente afflitto da seri problemi di idratazione. Beve e beve, ma la sua pelle si raggrinzisce sempre di più e fatica a muoversi. Disperato, riesce a guidare fino alla spiaggia, dove alcuni ragazzini lo trascinano in acqua. Lì il protagonista si sveglia e capiamo che si trattava di un sogno. Una volta in piedi, entriamo nella routine quotidiana di Josh (Josh Kaye): probabilmente single, insoddisfatto e con un lavoro sedentario (in cui apparentemente non serve accendere il computer, visto che gli schermi sono usati come bacheche su cui attaccare i post-it con la lista della spesa). Alla fine decide di prendere l’auto e di andare al mare a fare il bagno. Fine.

Ah sì, durante tutta la durata del corto si sente un mormorio indefinito che, immagino, sia il flusso di pensiero di Josh che ripercorre alcuni suoi profondi turbamenti del passato. Vorrei essere più specifica di così, ma erano frasi biascicate ripetute in loop.

Una volta finita la visione, sentivo la necessità di una parafrasi. Ed è stato allora che ho iniziato ad irritarmi. Facendo delle difficilissime ricerche, scrivendo Come Swim su Google, ho scoperto che è stato presentato alla 70esima edizione del Festival di Cannes. Ho il recondito pensiero che se fossi stata io a presentarlo, e non la signorina Stewart, mi avrebbero cordialmente bocciata con un “Mon Dieu, non!”. Sono andata poi ad ascoltare un’intervista alla regista, che si è detta felicissima del suo progetto e che da regista sì che ci si sente soddisfatti. Ha spiegato che voleva raccontare come Come Swim fosse la rappresentazione del finto disagio che contraddistingue molti dei giovani di oggi: sembra tutto impossibile da affrontare, ma una volta seguito il flusso (metafora acquatica), ci si rende conto che in realtà è tutto bellissimo. Questa cosa l’ho apprezzata in parte. Se si è nati in questa parte di mondo, in effetti si può anche affrontare con meno drammaticità il logorio della vita moderna. Tuttavia, Come Swim non è stato chiaro da questo punto di vista. Un’idea carina, non originale, giusta da debutto alla regia, ma anche no. Provo moti contraddittori nella stesura di questo articolo, ma tutto sommato è uno stile in linea con il cortometraggio preso in esame.

Però si parlava di falsi miti. E da qui è inevitabile parlare della regista. Le auguro di perfezionare le sue tecniche narrative, e di fare un po’ di gavetta a basso budget. La qualità delle immagini è ottima. Non sono del tutto convinta della scelta stilistica adottata per le inquadrature, ma so che quegli effetti speciali non si pagano con un sacchetto di patatine.

La cosa veramente sconcertante sono stati i commenti di profondo apprezzamento sotto l’intervista, disponibile su YouTube. Dicevano come Kristen Stewart rappresentasse un modello per le future generazioni, di come fosse “stilosa” e di quanta passione mettesse nel discutere dei suoi progetti. La stessa cosa vale anche per i commenti sotto il video di Come Swim. Erano tutti “so proud” della Stewart. Bah. Forse siamo troppo vittime del fascino dei falsi miti. Oggettivamente questo corto non è nulla di speciale e non ha rivoluzionato il pensiero o le opinioni altrui: chi amava la Stewart continua ad amarla e chi, invece, è abbastanza indifferente alla sua persona è rimasto tale. Kristen Stewart ha ancora un po’ di strada da fare in tal senso e magari un giorno scriverà un capolavoro, ma da lì a Cannes ne dovrebbe passare di tempo. Tutto qua. Anche se i premi non sono garanzia di qualità, restano uno specchio della società, ma non sempre quello che riflettono mi piace.

Marta Zannoner

Marta Zannoner

Aspirante scrittrice, osservo la realtà spesso distrattamente. Per questo ricorro ai film, per prestare attenzione.

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