Loading. Please Wait...
Scroll down

Echo

Figure antropomorfe, animali e palazzi creano degli echi visuali in questa animazione surreale e d'atmosfera.

0 – 5 | 2012 | Animation | Drama | Germany | Human Nature

“La patria sommersa, visitare un luogo estraneo, e la certezza che non siamo soli. ECHO parla dei riverberi dell’infanzia, di relazioni complicate e della partenza per nuovi lidi”.

La sinossi ufficiale di questo corto è un’ottima chiave di lettura per questa non-storia ai limiti dell’astratto, la  cui narrazione procede per brevi attimi in cui sogno e realtà si mischiano continuamente.

Una figura antropomorfa ed il suo bizzarro animale domestico, una sorta di trasfigurazione surrealista di un quadrupede, sono i protagonisti di Echo. Dopo aver assistito al letterale sprofondamento della loro casa,  i due si incamminano per un viaggio, durante il quale incontreranno altri ominidi intenti a suonare e ballare ritmi tribali, e si divertiranno a giocare in sterminate lande deserte, fino ad approdare a quella che probabilmente sarà la loro nuova dimora.

Per ogni scenario e situazione presentati assistiamo ad una sorta di corrispettivo onirico di quello che accade nella realtà, degli echi visivi delle esperienze reali dei personaggi. Proiezioni, fantasie e ricordi in cui momenti di affetto, giochi d’infanzia, case che si aggregano e separano, sono tutti elementi di un’affresco eterogeneo ma mai confuso di quella che è l’esperienza personale del nostro protagonista.

Questa dimensione non sequenziale, insieme ai disegni minimalisti ed il bianco e nero contrastato, contribuisce alla costruzione dell’atmosfera del corto, cupa e oppressiva ma anche piena di sfumature di speranza e sprazzi di felicità.

Totalmente privo di dialoghi, il corto  punta tutto sul potere comunicativo delle illustrazioni. Le case che affondano e poi riemergono fondendosi e trasformandosi, le danze frenetiche, i momenti di intima dolcezza, tutto è riconducibile a quel ‘riverbero dell’infanzia’ di cui parla il regista. Il procedere incessante dei due personaggi è il contrappunto visivo e narrativo dell’atmosfera oppressiva, vanno avanti verso, forse, una vita migliore. Molto bella la scelta di eliminare la colonna sonora, ad eccezione di quei tamburi che sembrano battere il ritmo di questo viaggio verso un’altra vita.

Questo tipo di animazione sospesa tra il narrativo e l’astratto è perfetta per il formato del cortometraggio, riuscendo a comunicare in pochi minuti emozioni e stati d’animo senza la necessità di una trama con cui catturare l’attenzione dello spettatore. Le immagini qui parlano da sole.

Merlin Flügel, giovane animatore tedesco, ha al suo attivo alcuni corti animati e un’installazione video, Peripherie. Echo è stato presentato al Berlinale Shorts program del 2013 ed ha riscosso molto successo nel circuito dei festival internazionali.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up