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God View

Da un punto di vista insolito, un uomo mette in atto gli effetti devastanti della malattia mentale.

10 – 15 | 2011 | Drama | Live-Action | Madness | P.O.V | UK

Da circa tre metri di altezza, seguiamo Philip che si aggira nei dintorni di Hackney, East London. Man mano che cammina scopriamo dove si sta recando. È il compleanno della sua bambina, e Philip vuole portarle un regalo, ma è malvoluto dalla moglie da cui si è separato e durante il tragitto da segni di squilibrio. Si tratta di una storia di follia, degli effetti devastanti della malattia mentale, non un tema nuovo, ma l’impianto viviso con cui è raccontato è la vera trovata del film. E in questo caso più che mai la forma è sostanza e regala al tema del film, un originale punto di vista. Billy Lumpy ci rende “spettatori elevati” della vicenda, siamo un po’ la coscienza di Philip, abbiamo la visuale di un dio che si limita ad osservare e a seguire l’azione del mortale che compie inesorabilemente il proprio destino. Normalmente in questo tipo di storie la macchina da presa indugia, anche morbosamente, sul corpo, i gesti, il volto e le espressioni del protagonista. Questo permette allo spettatore di avere una maggiore immedesimazione con le sue emozioni, con il suo dolore o la sua gioia, con il suo conflitto o la sua risoluzione. Però anche il senso comune, come qualsiasi regola generale, è fatto per essere trasgredito, è l’idea di distaccarci dal protagonista rende tutta l’azione ancora più scioccante e il finale incerto.

L’attrezzatura che ha consentito la particolare ripresa di God View è stata realizzata artigianalmente dal regista, con l’aiuto del DOP Brett Turnbull e del rig-specialist Tony Hill. Sostanzialmente si tratta di una telecamera fissata su un bastone di tre metri collegata ad un’imbracatura nascosta sotto la maglietta di Philip. In post-produzione è stato poi cancellato il bastone. Il risultato è eccellente, ma se fate attezione ad un certo punto vedete il bastone…

Realizzato nel 2011 i, God View ha girato per diversi festival  in tutto il mondo ottenendo anche passaggi televisivi in Francia, Spagna, Svizzera e in tutta l’Africa. Lumby ha appena finito di girare un nuovo corto commissionato da Dazed and Confused, SAMUEL -613 su un ventitrenne ebreo chassidico in conflitto tra i doveri della tradizione e il desiderio di vivere una vita normale nella Gran Bretagna moderna. Potete vederlo, qui.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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