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Made

Una giovane donna giapponese conduce una intrigante doppia vita, ma il suo segreto sta per essere scoperto.

15 – 20 | 2014 | Drama | Identity | Live-Action | UK

Minako, vive in un attico a Tokyo con il suo ragazzo europeo, un musicista di successo. Come ogni mattina, lascia l’appartamento indossando il solito anonimo abito da ufficio. Ma invece di arrivare a una scrivania, emerge tra la folla del caotico e dissoluto quartiere di Akihabara.

Da un armadietto della stazione, tira fuori un misteriosa valigetta rosa. All’interno, tutto l’occorrente per travestirsi da lolita sexy e lavorare in uno dei tanti “Maid Bar” di Akihabara, una sottocategoria di “ristoranti cosplay” dove il personale serve i clienti con atteggiamento saccarino e estremamente disponibile, al limite del servile, e nei quali è anche possibile negoziare incontri sessuali.

Più tardi, David, un avvocato europeo, amico del compagno di Minako, si presenta alla Maid Bar. Il loro breve incontro si rivelerà essere una minaccia per la vita del ragazzo. Minako nasconde un secondo segreto che si rivelerà essere molto più pericoloso di quello legato al personaggio da cameriera asservita che interpreta.

Questo film – il cui ovvio rimando è Belle de Jour, ma dallo sviluppo molto più oscuro – ci parla di false identità e segreti inconfessabili ricordandoci che niente è mai come sembra, ma soprattutto, nessuno è mai del tutto quello che dichiara di essere. L’identità è, in una qualche misura, sempre uno costrizione, che reprime la virtualità degli “Altri” che vorremmo essere e delle pulsioni che non vorremmo contenere – al di là della “buona condotta” quotidiana. Un grado di “impostura” è sempre presente in tutte le cose, nel tentativo della realtà di apparire aderente a se stessa, senza doppi fondi.

Made – scritto da Juanita Boxill e interpretato da Rina Ohta, Jonathan Forbes e Gardar Eide Einarsson – è stato selezionato l’anno scorso dal Festival  Cannes, al London Independent Film Festival, e all’East End Film Festival. Rappresenta il ritorno dietro la cinepressa del fotografo di origine tedesca Norbert Schoerner che è attualmente al lavoro sul suo primo lungometraggio – una storia di Yakuza.

Bella la scelta musicale del corto che aggiunge una dimensione sonora candida e inquietante, opportuna alla storia. Si tratta di “Hana” di Asa-Chang & Junray, dall’album “Jun Ray Song Chang Album“.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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