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Nuclear Waste

Lui lavora come camionista in un impianto di rifiuti radioattivi. Lei lavora nella lavanderia di decontaminazione dello stabilimento.

20 – 25 | 2012 | Drama | Human Nature | Observational | Ukraine

Nuclear Waste (Yaderni wydhody) è il quarto cortometraggio del regista ucraino Miroslav Slaboshpitsky, successivo a Incident (2006), Diagnosis (2009) e Deafness (2010), che rappresentano delle “tappe di avvicinamento” al suo primo e acclamatissimo lungometraggio The Tribe: un film molto duro su un adolescente sordo che lotta per adattarsi in un collegio, interamente recitato nella lingua dei segni ucraina. Un’opera davvero notevole che canonizza il particolare stile di regia di Slaboshpitsky, crudo e minimale, senza musica, decori o ridondanze, capace di parlare con le immagini, e che arriva direttamente al cuore.

Nuclear Waste non fa eccezione ma, essendo un corto, riesce anche a sfruttare a pieno le caratteristiche di questo format che nelle sue più interessanti manifestazioni si pone spesso in bilico tra narrazione, videoarte e documento, permettendosi di sperimentare con scioltezza una gran varietà di linguaggi.

Sebbene il corto inizi come un documentario, nella sua forma finale riesce ad essere un lavoro altamente stilizzato, con inquadrature molto composte e un’andatura lenta ma funzionale alla storia. Nuclear Waste mostra e racconta – i due termini qui sono assolutamente sovrapponibili – la quotidianità alienata di persone che lavorano in una centrale nucleare di Chernobyl, concentrandosi su due personaggi: Sergiy, che guida i camion per una società che smaltisce i rifiuti radioattivi. E Sveta, che invece lavora presso lavanderia dell’impianto. Le loro vite seguono un ritmo monotono e imperturbabile. Ma cosa ne garantisce il moto? Un “rito privato” che svolgono tutti i giorni, e che motiva i due ad andare avanti.

In qualche modo Nuclear Waste tenta di dirci che anche nelle circostanze più assurde gli esseri umani sono ancora in grado di sopravvivere e di amare. Un tema simile è affrontato in The Tribe, con molta più potenza e un finale molto meno positivo, che ci ha ricordato un po’ un altro cortometraggio italiano di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, Cargo, dove la comparsa del sentimento, nel bel mezzo della disperazione, può accendere un raggio di speranza, ma anche facilmente tradursi in violenza e vendetta.

Nuclear Waste, prodotto dalla Arthouse Traffic (che ha anche prodotto The Tribe), ha vinto il “Pardo d’Argento” al Locarno International Film Festival e il “The Grand-Prix” al Kinoshok International Film Festival in Russio. Inoltre è stato nominato come miglior cortometraggio agli EFA 2013 oltre ad essere stato presentato in numerosi festival in tutta Europa.

Myroslav Slaboshpytskiy, 1974, si è laureato presso il dipartimento di cinema all’Istituto Statale del Teatro e delle Arti di Kiev. Ha lavorato presso il Dovzhenko Film Studio sempre a Kiev e al Lenfilm Studios di San Pietroburgo oltre ad aver sceneggiato numerosi film televisivi.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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