Loading. Please Wait...
Scroll down

Padre – di Santiago ‘Bou’ Grasso

Lo scorrere del quotidiano trafitto all'ombra della dittatura

10 – 15 | 2013 | Animation | Argentina | Drama | History

Argentina, 1983. La dittatura è appena trascorsa e l’orrore, ormai invisibile, ha ricavato spazio all’interno, nel ricordo. Una donna di cui non conosciamo il nome svolge meticolosamente le sue abitudini giornaliere: dispone le medicine per il padre veterano di guerra, malato e costretto a letto nella stanza accanto. Gliele porge con premura, cucina un misero pasto da consumare in solitudine, lava le stoviglie. Grazie al rintocco dell’orologio ci accorgiamo dello scorrere del tempo, che altrimenti crederemmo immobile, tanto si ripete uguale a sé stesso, minuto dopo minuto.

Attraverso l’uso della stop-motion, Padre (vincitore di 90 premi e selezionato in 265 festival internazionali) ricrea un’atmosfera greve che appesantisce e si insinua in questa quotidianità esperita con la sola forza delle immagini. Il regime non c’è né si vede, tuttavia la contaminazione nella vita argentina è assoluta – le minime azioni della protagonista sono avvolte da una cappa mortifera, il padre ha incise su di sé le conseguenze dell’orrore. Neppure conosciamo l’esterno e il nostro unico contatto – del tutto simbolico – è rappresentato dalle colombe che si schiantano al suolo, aldilà della finestra, e che sono funzionali all’evocazione poetica dell’esperienza sanguinaria della dittatura.

Il regista Santiago ‘Bou’ Grasso ha scelto, dunque, di riferire gli 11 minuti dell’animazione, anziché sul racconto della violenza esemplare perpetrata dal governo militare, su quei segni indelebili della Storia sull’uomo. Gli unici che sanguinano ancora.

Francesca D'Ettorre

Francesca D'Ettorre

Scrivo di cinema e non solo. Immolare la penna al culto per l’audiovisivo è il mio atto di devozione.

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up