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The Arab Series #4: The Wind

Il collettivo Teir el Akhdar ci racconta La Siria e la guerra che distrugge il Paese tra lutti, disorientamento e migrazioni forzate.

0 – 5 | 2015 | Drama | Stop Motion | Syria | War | 2015

The Wind è l’animazione del collettivo Teir el Akhdar, gruppo di artisti composto da Lina Ghaibeh, May Ghaibeh, Sawsan Nourallah e Ibrahim Ramadan. Senza budget e pochissimi mezzi, ma con una gran voglia di gridare al mondo ciò che sta vivendo davvero la Siria, i quattro (tre di loro vivono attualmente in Libano – due da rifugiati – mentre il quarto ha chiesto asilo in Francia) hanno usato la tecnica dello “stop motion” e reperito i reali suoni della guerra dei video online, per lanciare un messaggio che arrivi dritto al cuore.

Come War On Famous Canvas, The Wind racconta lutti, perdite e migrazioni forzate di un popolo completamente abbandonato. Il vento è quello che soffia forte alle porte del Paese, che apre le sue porte all’improvviso e colpisce dritto in faccia i suoi ignari cittadini, costringendoli ad abbandonare le case, gli affetti, i ricordi. Una madre si mette alla ricerca della famiglia in stanze vuote e lungo confini ostili; arrivata al mare, è “soltanto” una rifugiata che non ha più notizie dei suoi parenti. Esiliata nella sua stessa terra. Senza un posto dove andare e senza alcun aiuto, non le resta altro da fare che sedersi, aspettare e lasciarsi inghiottire dal freddo inverno.

Valigia alla mano, i rifugiati non sono più esseri umani. Ridotti a numeri, sotto la kefiah sono soltanto cibo per notiziari e propaganda. In fuga per la vita, vengono trasportati in camion e finiscono ridotti in tombe di metallo quando sono colpiti dalle barrel bomb (i barili esplosivi – vietati dalla risoluzione Onu 2139 del febbraio 2014 – che uccidono più di ogni Isis). La guerra costringe le persone a spostarsi da una parte all’altra del paese, in cerca di sicurezza e normalità, soltanto per avere in cambio ancor più violenza e morte. Non avendo nulla da perdere, scelgono un terribile viaggio in mare e, ingannati dai trafficanti, affogano nelle profondità oscure del Mediterraneo.

Chi rimane è vittima di torture e prigionia. In gabbia come cani. Porte chiuse e chiavi gettate chissà dove. Non si contano più i morti e gli scomparsi. Abbandonata dal mondo, la Siria è un luogo perduto. Ma è proprio dalle ceneri della Storia che può nascere un nuovo presente. The Wind è qui a ricordarcelo: esseri umani, mai numeri.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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