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Vita e morte di un iPhone

Vita, morte, e reincarnazione di un iPhone dal suo punto di vista. Una prospettiva originale sul nostro rapporto con la tecnologia.

2015 | 5 - 10 | Drama | P.O.V | Technology | USA

Inutile negarlo: la maggior parte di noi vive tutti i giorni attaccata al telefono. Una forma di autismo tecnologico tutto contemporaneo, persino nei film è difficile rendere questa cosa. Stigmatizzato e celebrato in ugual misura, totem e tabu, nel bene e nel male lo smartphone ci ha cambiato la vita, la nostra maniera di esistere e interagire con gli altri. Registrare un video, scattare una foto, fare una chiamata, scrivere un messaggio, leggere le notizie, e una nuova app da provare. Noi guardiamo lui, ma lui guarda noi? Cosa accadrebbe se il nostro iPhone avesse una coscienza che gli permettesse di vedere l’esterno? È questa l’idea di fondo da cui parte The Life & Death of an iPhone di Paul Trillo, l’inventivo filmmaker di How To Fly A Kite e Infinity, che ha realizzato questo branded film mediante Cameo, una app gratuita che consente di girare e montare brevi film direttamente sul proprio telefono, recentemente acquistata da Vimeo.

E così in poco più di 7 minuti seguiamo le fasi topiche e tipiche del telefono Apple, dalla nascita in una fabbrica cinese, al suo utilizzo da parte del proprietaro, un tipico newyorkese sulla trentina con cui condivide proprio tutto, all’ironico epilogo circolare che non vi svegliamo. Il film non pone domande filosofiche, almeno non esplictamente, ma si limita a mostrare. E lo fa piuttosto bene. Paul Trillo, non nuovo all’utilizzo del mezzo e già vincitore del One Screen Festival Best Mobile Film con Living Moments girato con un Nokia, sa come far rendere al massimo il prezioso telefonino, ovviando anche alle sue debolezze tecniche, specie in “presa diretta” o in situzioni poco illuminate. I tagli che ci portano da una situazione all’altra attraverso una specie di continuum temporale e la storia in bilico tra realtà e rappresentazione, regalano inoltre una dimenzione onirica o semi-ipnotica non sempre consueta per questo tipo di film, anche se tipica per il regista. Una cifra stilistica che rende interessante il suo lavoro.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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