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Player Two – di John Wikstrom

Possibile che video giocare si riveli un'esperienza spirituale? Il gioco non finisce mai

0 – 5 | 2016 | Childhood | Live-Action | Romance | USA

Come spesso accade, tutto ha inizio con una piccola ed innocente domanda: è possibile che video giocare si riveli un’esperienza spirituale? Il gioco di sicuro riveste un’importanza vitale nella formazione di qualsiasi individuo, per cui non sorprende nemmeno che in alcuni casi possa rivelarsi un’esperienza anche più profonda.

Passati eoni dai primi rudimentali videogiochi, le recenti tecnologie ci hanno fatto attraversare lo specchio. Ormai viviamo una fase di recupero e mitizzazione di giochi che la generazione nata nei 70/80 considerava pura avanguardia e contemporaneamente assistiamo alla creazione di nuovi mondi di realtà virtuale. Quello che in molti film era un fantascienza, sta diventando lentamente realtà.

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E di realtà torniamo a parlare con Player Two, un piccolo lavoro che tocca le corde della memoria e dell’assenza. A leggere quanto sostiene il regista John Wikstrom, non è stato necessario nemmeno impegnarsi troppo per inventare una storia che già esisteva, basata interamente sulla risposta data da tale 00WARTHERAPY00, alla succitata domanda.

Delicato e commovente, con Player Two ci addentriamo con il protagonista nel suo garage, luogo deputato anche a raccogliere e conservare i ricordi. Qui entriamo lentamente in intimità con lui attraverso le sue parole ed assieme a lui, facciamo un incontro sorprendente ed inaspettato.

Luca Luisa

Luca Luisa

Amo il brutto perchè stimola la creatività. Mi piace scavare e scoprire tesori nascosti. Quando posso, provo a passare dall’altra parte dello schermo e con i miei compagni di Visceravisions creo incubi. Mangio carta stampata e non mi piace il pop.

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