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Quine – di M. Remaury, W. Laboury

A che pro riempire la propria griglia del lotto se ancora ci manca il numero uno?

0 – 5 | 2014 | Animation | France | Love | Romance

Come spesso accade, è un quesito a spingere un autore a creare un’opera che cerchi di rispondervi ma che, invece, finisce per generarne altri ad infinitum. Il cortometraggio d’animazione Quine di Margaux Remaury e William Laboury (a cui abbiamo dedicato un “Focus On“) non differisce da questa particolare tipologia di genesi creativa.

“Au loto, à quoi bon remplir sa grille quand il nous manque le numéro un?” (Al lotto, a che pro riempire la propria griglia se ci manca il numero uno?). Questa è la semplice domanda che sostiene la narrazione di Remaury e Laboury che ci presenta una coppia di giovani, un uomo e una donna, concentrati a giocare al lotto in una sala affollata mentre sembrano isolarsi in una discussione dove si esplorano i confini labili e complicati tra amicizia e amore, gelosia e attrazione. In poco più di due minuti, Quine ci comunica un equilibrio precario sempre in bilico tra la rottura e la nascita di una relazione.

Disegnata a mano da Margaux Remaury per poi essere colorata tramite RotoBrush in After Effects, Quine è una animazione fatta di linee esili e colori tenui che fanno emergere le due figure evanescenti e la loro fitta rete di parole dette e omesse, basate su registrazioni reali compiute in una sala gioco nella periferia parigina. Una tipologia di racconto che sembra essere particolarmente congeniale a William Laboury, come dimostra il cortometraggio di prossima uscita Hotaru.

Una tipologia inquisitiva, insomma, in cui non solo la creazione si basa su una domanda che stimola l’autore, ma che condiziona strutturalmente la narrazione dell’opera che si sviluppa in una forma dialogica in cui il personaggio femminile pone una serie di domande a volta evasive, altre volte pudìche o curiose, a quello maschile. Domande che contano più delle risposte, non tanto nel loro contenuto diretto, ma in ciò che sottintendono: ovvero la volontà stessa di porle. Del resto che cos’è l’arte se non la voglia di chiedere qualcosa a qualcuno?

Francesco Bozzi

Francesco Bozzi

Nato nel 1989, mi sono laureato in Letterature comparate alla Utrecht University nel 2015 ma, fuggendo l’accademia, cerco di scrivere del cinema che guardo, dello sport che seguo, e della muscia che sento.

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