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Similo

Una "sci-fi romance" ambientata in un futuro distopico si interroga sull'amore artificiale e il futuro dell'umanità. (NSFW)

2014 | Dystopia | Romance | Sci-Fi | Spain | VFX | 2014

2065. L’intero pianeta è colpito dagli effetti del cambiamento climatico. Uno dei pochi luoghi abitabili rimasti è l’Antartide, dove i ghiacci si sono ormai sciolti, e dove le grandi multinazionali hanno costruito città-enclave autosufficienti per consentire all’umanità  di vivere un’esistenza “purificata”, al riparo dai pericoli e dalle malattie. Il tema di questa storia però non ha a che fare con le grandi questioni politiche pur evocate dall’ambientazione post-apocalittica del film – volutamente lasciate sullo sfondo – ma si concentra su due personaggi Hebe e Ciro, la cui relazione è messa in crisi da un evento drammatico e imprevisto.

Ciro ha subìto un grave incidente e sta cercando di riprendersi. Ha perso la memoria e, sebbene riconosca una connessione con Hebe, non riesce a ricordare il tempo speso assieme, e di conseguenza, i sentimenti che provava per lei. Hebe cerca di stargli vicino, ma tutti i suoi tentativi  di risvegliare i suoi ricordi sono inefficaci. Senza rivelare troppo sulle circostanze dell’incidente e sull’identità di Ciro – che un flashback renderà chiare – basti dire questa storia mette entrambi i personaggi di fronte ad alcuni temi-chiave delle loro esistenze che riguardano l’amore, i limiti del vivere in un “mondo perfetto”, l’isolamento, il doppio, l’oblio.

In particolare, l’afflizione di Hebe per il sentimento perduto, ma anche il suo atteggiamento contraddittorio rispetto all’amore e ai suoi limiti, sono il contrappunto perfetto per porre la vera questione di questo corto: in un mondo in cui anche i rapporti sono codificati, calcolati e ridotti a funzioni perfette riproducibili artificialmente, è ancora possibile vivere un sentimento in maniera naturale, incondizionata e fallibile? Un sentimento in grado di fondare la propria grandezza entro i limiti umani e temporali?

Un corto quindi ambizioso da tutti i punti di vista, con una cura per i dettagli davvero rara per un progetto indipendente come questo, che in parte spiega il travagliato iter produttivo durato quasi 10 anni. Similo è infatti la prima collaborazione di Bruno Zacarías e Miguel “MacGregor” de Olasoa, il cui talento come direttore della fotografia abbiamo già avuto il piacere di ammirare in Blinky™. Entrambi lavorano per l’etichetta Black Milk, e hanno realizzato diversi cortometraggi e spot pubblicitari raccogliendo una trentina di premi in giro per i festival di tutto il mondo. Lo sviluppo di Similo è iniziato nel lontano 2005, salvo arenarsi quasi subito per limiti di budget. Eppure il duo non ha mollato e ha lanciato due anni dopo un teaser per attirare l’interesse di produttori. Il teaser è stato un po’ l’ “internet-buzz” del 2007, e ha convinto Bruno Zacarías a rischiare tutto e investire in proprio. Infine, per portare a termine il progetto e realizzare gli impressionanti VFX – che sono tra le cose più interessanti del film – il team ha lanciato nel 2010 una campagna Kickstarter per post-produzione che è riuscita a rastrellare gli ultimi 14mila dollari necessari per chiudere il film. Una storia dunque di tenacia e  passione, ampiamente ripagate, dato che il duo è oggi rappresentato dalla United Talent Agency e Mosaic, e attualmente impegnato nella sviluppo di Low Zero: un action-movie futuristico pre-acquistato dalla Warner Bros. Non che tutti i progetti finiscano così, ma che esistano precedenti di questo tipo fa ben sperare.

Altri dettagli del film: le musiche siderali e malinconiche sono di Max Richter, Hammock, and Helios, mentre le location in esterna sono state girate a Lanzarote, nel bellissimo Parco Nazionale di Timanfaya (già set di 2001: Odissea nello spazio). Inoltre è curioso notare che il film fa un po’ il riassunto della transizione dalla pellicola al digitale, essendo stato girato in diversi formati: 35mm, RED, un po’ di Phantom e pure inserti in MiniDV.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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