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Guest Picks #4: Yair Hochner

Il regista israeliano creatore del Tel Aviv LGBT International Film Festival ci segnala i tre cortometraggi che lo hanno maggiormente influenzato

Il cinema come rifugio per i sogni. Il Guest Picks #4 arriva da Israele ed è stato compilato da Yair Hochner, regista e creatore del TLVFest – Tel Aviv LGBT International Film Festival. Esploratore della sessualità gay, dell’amore impossibile, dei turbamenti adolescenziali e del rapporto difficile con il mondo, Yair ci segnala tre lavori che hanno influenzato il suo stile e rispecchiano la sua sensibilità narrativa (da vedere accompagnati alla playlist Pride & Prejudice).

Nato a Kfar Saba, Hochner debutta nel 2005 con il lungometraggio Good Boys (Yeladim Tovim), da lui scritto, diretto e prodotto, che ottiene diversi riconoscimenti nei festival di tutto il mondo. Nel 2006 fonda il TLVFest – Tel Aviv LGBT International Film Festival, di cui è il direttore artistico. L’anno successivo scrive e dirige la dramedy corale Antarctica e, nel 2008, partecipa al progetto collettivo Fucking Different Tel Aviv (14 cortometraggi di film-maker gay e lesbiche di Tel Aviv incentrati sulla propria sessualità), presentato alla Berlinale 2009. Giornalista e critico cinematografico, ha collaborato con i magazine Cinémathèque e Camera Obscura. Da 13 anni scrive per la rivista on line Seret.

Ecco la sua selezione di cortometraggi.

Fireworks di Kenneth Anger (USA, 1947, 13′). Clicca sull’immagine per vedere il film.

fireworks

Yair Hochner: Geniale capolavoro diretto da un giovanissimo Kenneth Anger nel 1947. È incredibile pensare che un ragazzo di Los Angeles abbia girato un film del genere a soli 16 anni. Una fantasia omo-erotica su un giovane, Anger stesso, che in un sogno surrealista visualizza marinai sexy e latte che scorre su quei corpi scolpiti. Un film sperimentale che ancora illumina dopo tanti anni. 

Un chien andalou di Luis Buñuel (Francia, 1929, 16′)

Yair Hochner: Altro film imperdibile del 1929, diretto da Luis Buñuel con Salvador Dalí. La mia passione per il cinema surrealista è nata quando ero ancora studente e rimanevo ammaliato da queste immagini folgoranti. Dalla nuvola/coltello che taglia la luna/occhio alle formiche che si agitano sul palmo della mano, ai corpi sepolti nella sabbia. Immagini potenti che ancora girano nella mia mente a 20 anni dalla prima visione.

Returning Premiers di Amos Guttman (Israele, 1976, 15′)

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Yair Hochner: Il secondo cortometraggio realizzato da Amos Guttman, il primo regista israeliano a rappresentare la realtà gay nei suoi film. Questo lavoro ci porta nel privato di un giovane burattinaio che esplora il suo desiderio e costruisce il proprio mondo nelle sue fantasie. Un corto che, come tutta l’opera di Guttman, racconta il sentirsi emarginati e diversi. Davvero poetico e splendido nei suoi eccezionali elementi visivi.

Nel 2014 TLVFest ha prodotto il film collettivo Guttman X 5, cinque corti inanellati tra loro e ispirati alla vita e alle opere di Amos Guttman. Questo è My Funny Valentine di Sivan Levy, videoclip su una prostituta, due tossici e un ragazzo sfruttato sessualmente, che riescono a sfuggire per alcuni momenti al loro triste destino in un bar/rifugio.

A cura di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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