Loading. Please Wait...
Scroll down

All Flowers in Time

Chloè Sevigny è la protagonista di questo corto surreale dalle tinte horror, in cui incubi ad occhi aperti generano trasfigurazioni mostruose.

10 – 15 | 2010 | Experimental | Horror | Supernatural | USA

Un vecchio minaccioso, due giovani spaventati, un bambino e una ragazza che si divertono a fare facce mostruose. Un solo filo conduttore lega questi personaggi: un programma televisivo olandese  in cui appaiono un cowboy francese che sostiene di essere di un altro mondo ed una ragazza  che imputa l’effetto occhi rossi delle fotografie ad una possessione demoniaca. Sospeso in una dimensione onirica-delirante, con una trama confusa ed effetti visivi che oscillano tra il digitale ed il DIY vecchia scuola, All Flowers in Time ha fatto molto parlare di se’ dopo essere stato presentato a Sundance e Cannes. L’atmosfera inquietante e tetra ricorda gli ultimi lavori di David Lynch (difficile non associare il cowboy a quello di Mulholland Drive, mentre la trama/non-trama fa pensare ad Inland Empire) ma anche Cronenberg, con forti echi  di horror giapponese (l’effetto che il programma televisivo ha sugli spettatori sembra un aperto omaggio a The Ring). Perchè appaiono gli occhi rossi nelle fotografie? Quale demoniaca presenza si cela dietro questo effetto ottico? Da questa semplice idea scaturiscono incubi e deliri, ripetizioni ossessive e vere e proprie trasfigurazioni fisiche. Il regista Jonathan Caouette ha alle spalle una lunga carriera nel cinema sperimentale (il suo film interamente autoprodotto, Tarnation, fu realizzato assemblando registrazioni in Super 8, VHS, fotografie, perfino messaggi di segreterie telefoniche) e non stupisce che abbia affidato il ruolo di protagonista a Chloè Sevigny, oramai attrice preferita di tutti i registi indipendenti americani.

 

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up