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Playlists

Estate 2020: 30 corti da vedere per sentirsi davvero in vacanza

Una playlist per rilassarsi durante questa strana estate e riempire il tempo sospeso

La pandemia globale di coronavirus ha reso l’estate del 2020 la più strana e surreale degli ultimi anni. La percezione del tempo è cambiata. I giorni sembrano passare davvero lentamente, mentre settimane e mesi volano. Le restrizione attuate per mitigare l’espandersi dell’epidemia hanno modificato il modo in cui l’attenzione e le emozioni influenzano la nostra percezione del tempo e dello spazio.

Per affrontare la perdita della routine e riempire questo vuoto, qui a bottega GSF abbiamo messo insieme una playlist dei migliori cortometraggi arrivati negli ultimi mesi online, capaci di catturare lo spirito della stagione delle vacanze e il tempo sospeso di questa bizzarra estate. Niente scuola né routine, soltanto alcuni consigli per trascorrere al meglio le vostre avventure estive.

Mettetevi comodi, rilassatevi e godetevi questi corti.

Una scena di Guaxuma, uno dei 30 corti da vedere per sentirsi davvero in vacanza nell'estate 2020

Into the Blue

Un’isola remota della Croazia, tre adolescenti, l’immensità del mare, il desiderio e la violenza. Il corto di Antoneta Alamat Kusijanovic è uno dei migliori degli ultimi tempi. Guardatelo e poi visitate la nuova piattatorma Croatian Shorts.

Brotherhood

Meryam Joobeur ha fatto incetta di premi con questa storia durissima e straziante su padri e figli, patriarcato e reclutatori di Daesh. Da vedere insieme alla nostra Arab Series.

Guaxuma

Nara Normande ripercorre la sua infanzia a Guaxuma, quartiere di Maceió, in Brasile. Il risultato è un fascinoso, sognante e melanconico doc animato su felicità e tristezza, separazione e perdita.

Amal

Dal Libano, Raoul Mallat racconta con un mix di tecniche il poetico viaggio di Amal (“speranza” in arabo), in attesa di una nuova vita dopo la scomparsa del padre lungo il confine con la Siria.

Bill

Estate uguale horror. Dan Gitsham e Sophie Mair procedono in sottrazione. Hanno diretto questa ghost story – una vedova evoca le arti oscure per rivedere un’ultima volta il marito morto – come una sfida: un corto girato in casa in un solo giorno durante il periodo di confinamento. Scommessa vita.

Shadowboxers

Lyon, Faouzi e Raoul sono tre pugili. Ma cosa succede quando non sono sul ring? “La boxe è uno sport famoso per i suoi turbamenti. Non importa se sei una celebrità, se hai degli sponsor o dei fan: sono la dedizione, le motivazioni e la forza mentale che conducono alla vittoria. Metà dell’incontro è già vinto, o perso, prima che suoni la campana”, ci ha spiegato il regista Guido Ekker . Illuminante.

Stationary

In un parcheggio nel corso di un pomeriggio, l’ex pusher Jimmy affronta la sua migliore amica d’infanzia, Che, che sta trascinando il fratellino Gino sulla strada dello spaccio. Il regista londinese Louis Chan esplora la mascolinità tossica, “la complessità di un’amicizia platonica uomo/donna” e “come i non detti spesso siano più importanti dei sentimenti espressi”.

Romance Language

Ancora detti e non detti. Questa rom-com di José Lourenço ridefinisce il concetto di primo appuntamento. Le parole sono importanti e necessarie, specie durante un incontro passionale.

Incandescence

Da un’idea di Maria Palei, autrice russa di stanza a Rotterdam, il corto di Ivan Doan e Rosa Laurini è la lotta per la sopravvivenza di un millennial emigrato a Berlino. Lo specchio dell’ipocrisia del sistema capitalistico europeo: la promessa di libertà e la restituzione sotto forma di isolamento, razzismo e alienazione sociale.

ZaFTiG

Preparate i costumi selvaggi e glitterati e il make-up per questa divertente commedia rock’n’roll di Damian Wiseman. ZaFTiG è il nome di una band glam rock da una hit e via, finita nel dimenticatoio con gli spandex appesi al chiodo. Almeno fino a quando i problemi economici del fondatore del gruppo non irrompono e conducono la formazione a una clamorosa reunion.

19 Covid Lane

Mentre la pandemia di Covid-19 travolge il mondo, tre vicini decidono di rifugiarsi in un bunker improvvisato ma devono ben presto fare i conti con i disagi psichici che questa scelta provoca. Il regista di Atlanta Ryan Monolopolus coglie l’attimo e gira questo corto non-profit e a zero budget durante la quarantena: una sfida per descrivere i mutamenti della società che impara a vivere negli spazi confinati.

Quarto

Matias Borgström è un documentarista di São Paulo e questo corto è stato girato in Brasile durante il confinamento domestico. “Una serie di ombre proiettate sulle pareti” ed “elementi sonori disponibili all’interno di uno spazio temporaneamente abbandonato” descrivono il turbamento emotivo della quarantena e ciò che accade quando la crisi assume finalmente forma.

Acide

Il corto di Just Philippot è passato per numerosi festival: una distopia ambientale in stile survival, in cui un padre e una madre cercano di proteggere il figlio da un’apocalisse imminente, che ha assunto la forma di una distruttiva pioggia acida. Impossibile tornare indietro: per sopravvivere è necessario il sacrificio.

The Walking Fish

Cosa succede se una creatura marina si trasforma in una giovane donna e non contenta, insegue il sogno di diventare la più bella del reame? Il corto di Thessa Meijer è un intenso e illuminante dramedy su ambizione, perfezione e auto-accettazione.

Furlong

Adam Meeks è un giovane regista statunitense di base a Brooklyn, ma ambienta i suoi corti in remoti luoghi di montagna. In questo caso, una cima della California a picco sul mare: è qui che arrivano Abby, il fratello Jack e il suo migliore amico Sam. Ciò che segue è un’esplosione di desiderio, paura e violenza inaspettata. Da vedere con Wildfire , corto di diploma di Meeks alla Tisch School of the Arts di New York girato in una comunità mormone delle Rocky Mountains in Montana.

Something Horizontal

Blake Williams esplora da tempo le potenzialità estetiche del 3D. Questo esperimento in found footage è un viaggio attraverso ombre geometriche, nuclei abitativi e astrazioni impressioniste. Un omaggio inconscio a Luis Buñuel: è preferibile vederlo indossando un paio di occhiali anaglifi.

Old Fangs

Un giovane lupo decide di affrontare il padre che non vede da quando era bambino. Cos’è successo durante la sua infanzia con il genitore? Adrien Mérigeau e Alan Holly dirigono quest’affascinante e intensa animazione tradizionale, mix di 2D e stop-motion, sugli effetti nocivi della mascolinità imposta dalle norme sociali e le problematiche relazioni familiari.

Operation Jane Walk

Basato sul videogioco distopico La divisione di Tom Clancy, questo doc sperimentale dei registi austriaci Robin Klengel e Leonhard Müllner è ambientato in una New York post-apocalittica. Si cammina per un tour pacifico della città, sullo sfondo del conflitto (che l’ha devastata) tra il solerte funzionario Robert Moses e l’attivista Jane Jacobs, l’autrice del famoso saggio The Death and Life of Great American Cities.

A View from the Window

Azar Kafaei è una filmmaker indipendente di Teheran, arrivata negli Stati Uniti per studiare al Documentary Film Program della Stanford University. Questo corto, girato alla California School for the Deaf, è una esperienza immersiva e collaborativa nella vita quotidiana di un gruppo di bambini sordi.

Yeruham Off Season

Armata di Colt e macchina da presa, la regista franco-russa Mili Pecherer viaggia dalle foreste innevate della Finlandia a Yeruham, paesino nel deserto del Negev, incontrando sulla sua strada alcuni uomini messi in crisi dalla sua femminilità. La crisi della mascolinità, con un sorriso.

9 Ways to Draw a Person

Il regista, poeta e artista russo Sasha Svirsky frulla astrazione, collage e disegni animati in nove passaggi per descrivere come una persona può essere raffigurata. Dopo aver visto questo corto, vi verrà voglia di uscire sentendovi liberi di disegnare ovunque.

Broken: The Women’s Prison at Hoheneck

I registi tedeschi Alexander Lahl e Volker Schlecht ripercorrono il periodo di detenzione passato da alcune prigioniere nel penitenziario di Hoheneck, ex DDR. Basato sulle interviste raccolte con le detenute, questo documentario animato è un racconto di sevizie, lavori forzati e repressione, che sottolinea le ambigue e complicate relazioni tra Est e Ovest.

Fake News Fairytale

Benvenuti a Veles, Macedonia, dove Sashko e un gruppo di adolescenti fabbricano fake news con un solo obiettivo: fare soldi. Nel suo “documentario da fiaba”, girato come vecchi Super 8 e VHS, la regista Kate Stonehill medita su vero e falso nel nostro mondo sempre più interconnesso e globalizzato.

Soviet Modernism. Brutalism. Post-modernism

Roman Blazhan esamina alcune delle più grandiose e spettacolari opere di Kiev in questo suggestivo saggio sull’eredità del modernismo sovietico. L’architettura si trasforma in un vero e proprio scontro generazionale.

Overtime

Lavorare fino a tardi è fatale (specie in un venerdì notte di luna piena) nell’horror comedy del regista australiano Craig D. Foster. Risate, romanticismo e brividi assicurati.

Whisper

Un altro horror, ma stavolta non c’è niente da ridere. Con un feeling à la Poltergeist, il regista Julian Terry costruisce una storia terrificante che ha per protagonista Alexa… l’assistente vocale di Amazon.

How Do You Like My Hair?

Bisogna essere bella nel senso comune del termine per essere desiderata? Vincitore del Film Critics Award al Norwegian Short Film Festival, il doc di finzione di Emilie Blichfeldt è un’originale riflessione sulla tirannia della bellezza e la percezione dell’immagine del corpo femminile.

Hi I Need to Be Loved

Poche storie, Marnie Ellen Hertzler è una regista geniale. In questa messinscena, ha assoldato degli attori improvvisati da Craigslist per recitare le sue email spam. Il risultato è eccezionale. Da vedere insieme a Growing Girl .

My Expanded View

Corey Hughes è pazzo da legare: è per questo che lo amiamo. In questa ennesima ed ipnotica parabola sulla decadenza della civiltà occidentale, assistiamo ad un singolare tutorial di Yoga su YouTube. Namasté.

Hold Me (Ca Caw Ca Caw)

Un uccello e un ragazzino intrattengono una strana relazione. Il fragile equilibrio del loro rapporto si rompe quando arriva un terzo incomodo. Il corto di diploma di Renee Zhan ad Harvard, disegnato a mano e senza dialoghi, è un delicato racconto sui rapporti disfunzionali, e sul diventare improvvisamente donna.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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