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Seasons

Seasons in the Abyss

Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera: stagioni nell’Abisso con cinque cortometraggi per chiudere gli occhi e guardare nel profondo dell’anima

Primavera: Arrêt Pipi

Sarah e Bram si godono un viaggio in auto per le campagne assolate della Vallonia. Ma quando fanno sosta ad una stazione di servizio per andare in bagno, l’Aka Manto reclama la sua parte. Prodotto dalla DPPLR per il broadcaster olandese VPRO e diretto da Maarten Groen, uno slasher che fa dell’economia narrativa la sua arma più affilata. Un occhio a Quentin Tarantino, l’altro a Tobe Hooper e il gioco è fatto. Che carta igienica scegli, rossa o blu?

Estate: Invasion

Ugly Mac Beer e Mister Modo remixano Judgment Day, Hugo Ramirez e Olivier Patté ci mettono uno spietato rotoscoping (gli acquerelli dipinti a mano sono stati 3000) a base di meteoriti, virus zombeschi e rivolte di strada. L’invasione è completa. Creazione dello studio parigino Moustache: c’est violent et c’est beau.

Autunno: The Champ

Un ex campione di boxe è in carcere. È pronto a separarsi da tutto, tranne che dalla cintura del titolo. L’ultimo desiderio prima della pena capitale è un trionfo di futilità e sangue. Diretto da Markus.Milos.Ian.Fabian (ovvero Markus Henkel, Milos Mitrovic, Ian Bawa e Fabian Velasco), cresciuti alla scuola di Guy Maddin e della Astron-6, un boxing drama che diventa orrore dell’assurdo. Da Winnipeg, stranezze con amore.

Inverno: Intruders

Dal talento visionario di Santiago Menghini, un horror thriller ispirato agli short comics underground 5:45 a.m. di Al Columbia e Jacov di Uno Moralez. Tre capitoli per tre episodi nelle vite di un bambino, un adolescente e un detective. Cade la neve, resta la meraviglia e lo stupore dell’ignoto. Suspense e tensione ad alti livelli per un’esperienza cinematica da brividi.

…e ancora primavera: Spearhunter

Non è un horror, ma è come se lo fosse. Adam Roffman (costumista a Hollywood, fondatore e direttore dell’Independent Film Festival di Boston) debutta alla regia con l’aiuto di Luke Poling e racconta la vera storia di Gene Morris, un completo idiota – “animal serial killer” – cha ha creato un museo dedicato a se stesso, ultimo cacciatore con lancia dell’Alabama. Gothic Americana sardonica e beffarda: Errol Morris meets Franco Maresco in uno dei migliori corti dell’anno.

A cura di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

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