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Marilyn Myller

Una brillante satira sul mondo dell'arte e le ansie del processo creativo magistralmente diretta dall'enfant prodige dell'animazione stop-motion Mikey Please

2013 | 5 - 10 | Art | Satire | Stop Motion | UK

All’inizio era il nulla. E poi tutto apparve. Esplosioni di luce e materia, forme che si combinano e si dividono, delle prime forme di vita che iniziano ad apparire e poi, finalmente, una figura umana… alla quale però cadono testa e braccia. Questo improvviso ‘errore di produzione’ blocca il sontuoso formarsi del creato davanti ai nostri occhi. C’è un motivo ben preciso: quella che sembrava essere una ricostruzione della nascita dell’universo, si trasforma ora in un meta-commento riguardo la produzione artistica.

Marilyn non è una divinità mitologica intenta alla creazione del cosmo, ma una ragazza con una grande passione per la scultura, il cui processo creativo sembra essere giunto ad un punto morto. Perfezionista ed  ossessiva come ogni artista, la nostra protagonista è molto diversa dal dio benevolente e gentile mostratoci in precedenza. E’ in realtà ansiosa e frustrata, soffocata dal peso delle proprie aspettative – e da quelle del mondo esterno.

E’ quasi lampante il carattere autobiografico di questo corto. Mikey Please è considerato uno dei geni dell’animazione stop-motion contemporanea, e il suo lavoro precedente, The Eagleman Stag (che avevamo curato in precedenza) è stato universalmente acclamato come un piccolo capolavoro. Realizzare un nuovo film con il peso del successo sulle spalle non è cosa facile, ma Please è stato all’altezza, ed ha risolto questa impasse con una forte dose di ironia. Così come nella storia Marilyn trasforma il suo punto debole in sublime performance concettuale (una strizzata d’occhio molto satirica al mondo dell’arte contemporanea), così il regista ha esorcizzato l’ansia da prestazione con una narrazione meta-filmica ed ironica riguardo… l’ansia da prestazione artistica.

Please sembra aver sviluppato ulteriormente la sua incredibile maestria tecnica. Come al solito, tutto ciò che si vede è creato in-camera, non ci sono effetti aggiunti. Il regista continua a lavorare con una gomma speciale che viene utilizzata per costruire set e personaggi, animati poi a mano con una tecnica-stop motion talmente raffinata e precisa che è difficile credere che non si tratti di animazione digitale. La vera novità qui sono gli effetti di luce, realizzati combinando esposizioni lunghe e light-painting.

Il film è stato tra i protagonisti del circuito dei festival dello scorso anno, apparso nelle selezioni di molti festival importanti come SXSW e Sundance, ed è online da qualche settimana. Con Marilyn Myller Please, insieme al suo socio Dan Ojari, hanno lanciato il loro nuovo studio di animazione Parabella

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

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