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Bio

Rä di Martino (Roma, 1975) ha studiato al Chelsea College of Art e alla Slade School of Art a Londra prima di andare a vivere a New York dal 2005 al 2010. Le sue opere, video, film e fotografie sono state esposte in musei, gallerie e hanno partecipato a numerosi film festival.
La sua pratica esplora il passaggio del tempo e le discrepanze tra il vissuto reale e quello epico della narrativa e delle fiction che ci circondano. Le sue opere sono caratterizzate da un equilibrio tra il pathos e un certo distacco. Una sconnessione che interrompe la sincronicità che solitamente lega l’immagine al suo significato. Nel passare tra la fiction e la realtà spesso nei suoi lavori troviamo un sottile humour. the Ha esposto in Italia e all’estero in istituzioni quali: MoMA PS1, New York; Palazzo Grassi, Venezia; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; MACRO, Roma; Mart, Rovereto; Hangar Bicocca, Milano; Netherlands Media Arts Institute, Amsterdam; Museum of Contemporary Art, Chicago; Bronx Museum of the Arts, New York; Artists Space, New York. Ha esposto in mostre come la Biennale di Mardin, la Biennale di Busan, la Triennale di Torino e Manifesta di Zurigo. Ha partecipato al festival Kino der Kunst di Monaco; nel 2014 alle Giornate degli autori della Mostra del Cinema di Venezia, vincendo il Premio SIAE e il premio Gillo Pontecorvo; nel 2015 al festival Visioni Italiane, Cineteca di Bologna; e al Salina Doc Festival ha ricevuto una menzione speciale.

Rä di Martino

Una chiaccherata con l'artista romana Rä di Martino sul suo ultimo art-doc "The Show MAS Go On".

The Show MAS Go On è un documentario che si è inizialmente auto-finanziato grazie a un crowfunding su Indiegogo, a cui poi è subentrato il sostegno di GUCCI, Think / Cattleya e il Comune di Roma. Come nasce l’intero progetto?
È nato in modo molto casuale, per una volta ho veramente creduto che stesse per chiudere perchè avevano in effetti problemi reali con l’affitto, quindi mi è venuto in mente di girare qualcosa dentro i magazzini quando sono vuoti, delle carrellate semplici, silenziose, per registrare il luogo prima della chiusura. Parlandone con Federica Illuminati e Marcella Libonati, che sono poi diventate le due collaboratrici del progetto, nasce l’idea di fare qualcosa di più che sfociasse in una via di mezzo anche con il documentario per raccontare MAS in tutti i suoi aspetti, soprattutto l’umanità che lo circonda. Abbiamo iniziato letteralmente senza budget, e pian piano mentre giravamo cercavamo i fondi che sono arrivati da fonti completamente diverse…

Il doc è pieno di partecipazioni importanti, e gratuite, a partire da Iaia Forte nella parte della proprietaria, Filippo Timi che riemerge da un cesto di pancere in una scenografia che richiama i Giorni Felici di Beckett, e poi ancora Sandra Ceccarelli, Maya Sansa. Come li hai coinvolti?
Sono amici attori che si sono molto generosamente prestati, ma ognuno in fondo è perfetto per la scena. Iaia è bravissima a riportarci la presenza e la personalità della padrona dei grandi magazzini che assolutamente non voleva essere ripresa, così recita sulla sua vera voce in lip-synch. Maya e Sandra perfetti nel micro-remake di un episodio di Twilight Zone (“The After Hour”, Ndr) e Filippo Timi che riesce a essere commovente anche in un cesto di pancere.

Come hanno reagito i proprietari di MAS all’idea di un documentario?
Loro all’inizio non volevano saperne perchè sono sempre preda di fotografi e giornalisti, a volte anche per cose sgradevoli o scandali per cui erano molto protettivi; una volta ci hanno pure cacciato a metà riprese. Però molti dei commessi e la direttrice ci supportavano, e alla fine quando hanno visto il documentario anche le proprietarie sono state molto contente e sono venute a vari screening. Hanno tenuto la locandina in una vetrina per più di un anno.

Come ha fatto MAS ha sopravvivere per tutti questi anni?
Come dice la proprietaria alla fine nonostante i costi così bassi quando si vende così tanto comunque c’è sempre un guadagno, ma sono talmente famosi che veramente tutti vanno sempre.. per il resto sinceramente ancora non ho capito come fanno a sopravvivere.

E se MAS diventasse un web retailer, una sorta di bazar online?
Impossibile, il punto è l’esperienza di essere lì, cercare le cose per caso…

Il documentario miscela realtà e finzione, alternando il musical al noir. Perché questa scelta?
Sinceramente non mi trovo a mio agio con l’idea di fare un documentario, e in questo caso ho cercato di farlo per la sfida di riuscire a descrivere un luogo quasi indescrivibile, quindi più che osservare per ore la gente o quello che accadeva ho cercato anche di raccontare quello che io ci vedevo e perchè lo trovo così bizzarro. Il risultato è questo mix-mash di generi che spero riescano a riportare qualcosa dell’atmosfera e del surreale che io ci vedo.

Filmografia di Rä di Martino:
2014 The Show MAS Go On (doc, cm)
2013 The Picture of Ourselves (video)
2012 Petite Histoire du plateaux abbandonnèe (cm)
2010 If You See the Object, the Object Sees You (video)
2009 August 2008 (cm)
2008 The Nightwalker (video installazione)
2007 The Red Shoes (cm)
2006 La camera (cm)
2005 The Dancing Kid (video installazione)
2004 CanCan! (video)
2003 Untitled (Rambo) (video)
2002 NOT360 (cm)
2001 Between (cm)Tommaso Fagioli
Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great food. My motto is: your motto.

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