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Crowfunding: “Lindiota” – di Chiara Livia Arrigo

Vita e memoria di un solitario antieroe di Lindos, tra rotoscope e live footage.

0 – 5 | 2016 | Docudrama | Italy | Life & Society | Mixed Media

Chiara Livia Arrigo è una giovane regista milanese di origini siciliane, che vive e lavora a Roma. Ha lanciato da qualche settimana una campagna di crowfunding per realizzare il suo secondo cortometraggio, Lindiota, un docu-drama semi-animato ambientato nel piccolo paese di Lindos, nell’isola di Rodi, incentrato su un misterioso personaggio locale legato alla sua famiglia. Ci ha incuriosito il minutaggio previsto per questo corto, ben 45 minuti, in totale controtendeza con le durate medie di questo formato, e le abbiamo fatto qualche domanda. Questo il link per sostenere il suo progetto: https://www.indiegogo.com/projects/lindiota#/

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Innazitutto, perché questo formato di 45 minuti? Pensi possa essere un problema in chiave festival o distribuzione?
Penso, in modo un po’ ingenuo forse, che l’importante sia prendersi il tempo di cui si ha bisogno per esprimere ciò che si ha bisogno di dire. Ovviamente non sarà facile mandarlo ai festival, perché sono già pochi i festival che accettano cortometraggi di massimo 35 minuti. Il cerchio si restringe molto, però si potrebbe pensare a dare vita a una versione più corta. Davvero non riesco a pensarci, e al momento penso “intanto devo farlo”, poi si vede…

Come hai conosciuto il personaggio-protagonista de Lindiota?
Lo conosco da quando sono nata perché è un caro amico dei miei genitori, nonché storico fidanzato di mia madre, sono stati assieme da giovani. Diciamo che c’è sempre stato e che con il passare del tempo l’ho conosciuto sempre meglio, passando sempre più tempo assieme a lui, quando vado a Lindos.

Che legame hai con l’isola?
L’isola e in particolare il paese sono per me un rifugio, quando posso vado lì, anche solo per pochi giorni, spesso da sola. E passo molto tempo a casa mia, una casa del 1600 costruita dai capitani turchi che vivevano sull’isola. Mi piace “godermela”, e ogni volta cerco di conoscerla sempre di più, mi avventuro in lunghe passeggiate mentre penso a quello che vorrei scrivere, difatti è anche una grande fonte d’ispirazione per le storie che vorrei raccontare. Potrei definire Rodi una sorta di musa!?

Perché ha deciso di inserire parti animate?
Inizialmente lo vedevo come un escamotage in quanto il film è ambientato in diverse parti del mondo, dove, tra guerre e distanze troppo lunghe, sarebbe impossibile o troppo dispendioso andare a fare le riprese. Quando però ho cominciato a ragionare a “dove” il film volesse andare a parare, oltre che la narrazione, ho pensato che a livello di linguaggio, l’animazione poteva essere un bel mezzo per giocare sul concetto di “immaginazione”, di fatti, mi piace sottolineare, e nel film ovviamente sarà molto presente, il fatto che, probabilmente, Lindiota inventa le sue avventure, e soprattutto, altro non sono che frutto di un sogno.

Chi si occupa dell’animazione?
Io non sono assolutamente capace a disegnare. Samantha Faini, mia amica e compagna di accademia, coltiva la passione del disegno da sempre e, affiancata da una ragazza che ho conosciuto poco tempo fa in occasione della lavorazione al promo di Lindiota, Silvia Panicali, hanno portato a termine la fase di rotoscoping sul montaggio delle riprese video che io avevo fatto in precedenza. Per quanto riguarda la realizzazione del film, penso che l’intenzione di Samantha sia quella di assumere la figura della supervisor e, in questo caso, Silvia e altri collaboratori che dobbiamo ancora cercare, lavoreranno al suo fianco, mettendoci mani e creatività!

Come ha preso Lindiota l’idea che volevi fare un film su di lui?
È una persona abbastanza egocentrica e, mentre con me si lamenta, racconta a tutto il paese e a qualunque amico gli telefoni che ho deciso di fare un film su di lui. Comunque a parte le lamentele segue sempre l’avanzare del progetto e ci lavora con entusiasmo.

Sei una regista esordiete. A quale cinema ti ispiri, o meglio, qual è il cinema che ti ispira?
Difficile da dire! Dipende dal periodo, dal mio stato d’animo e soprattutto dall’idea a cui sto lavorando; in generale, o meglio in questo momento, il cinema che più mi mette a mio agio è quello di Truffaut, assieme a Dino Risi e Kusturica. Non c’entrano molto l’uno con l’altro. Ultimamente ho scoperto anche un autore che mi piace molto, Corso Salani. Se però dovessi pensare da quali autori, o meglio, film potrei trarre ispirazione per questo lavoro, forse direi Le avventure del barone di Münchausen di Terry Gilliam e Inherent Vice di P.T Anderson, per il modo in cui il personaggio protagonista si lascia trascinare dagli eventi, mosso da una sua causa personale.

Che ti tipo di storie ti piacciono e che tipo di cinema hai mente?
Sono molto “nostalgica”, mi piace guardare i vecchi film e sapere che ne ho ancora molti da guardare. Ad esempio quello che più mi colpisce del cinema italiano. quello appunto di De Sica Risi, Monicelli, Scola, Fellini e poi Petri, Ferreri… hanno tutti una loro particolarità che mi colpisce, che mi fa godere del loro modo di narrare le storie. Quello che più mi piacerebbe arrivare a fare e di cui sento la mancanza quando vedo i film italiani che escono al cinema, è la “leggerezza” con cui ti raccontano delle storie che però ti rimangono e ti fanno pensare per giorni interi. Oggi la storia che un autore mi racconta la percepisco solo come storia in sé, difficilmente sento che il film va oltre quello che sto vedendo sullo schermo. Per me è essenziale che ci sia la consapevolezza di avere scelto il cinema come mezzo di espressione, per la ricchezza del suo linguaggio, e di conseguenza un elogio a quest’ultimo.

Cosa possiamo aspettarci da Lindiota?
Mi piacerebbe far vagare lo spettatore assieme al personaggio, durante i diversi luoghi e personaggi ai quali questi va incontro. Altro non saprei. Ognuno prende da un film quello di cui ha bisogno, penso.

Ha fissato il tuo obbiettivo su Indiegogo a 12.000 euro. In cosa li utilizzerai?
La cifra di indiegogo verrà utilizzata solo per le riprese video, che dureranno dieci giorni, con una piccola troupe, a Lindos. Questo è solo il primo step della realizzazione del film. Per quanto riguarda la fase di disegno e la post produzione stiamo cercando dei finanziamenti e abbiamo effettuato delle iscrizioni ad alcuni bandi, fra cui quello del MiBACT.

Ti facciamo i migliori auguri per il tuo progetto!
Grazie a voi per l’intervista! La mia prima.

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

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