Loading. Please Wait...
Scroll down

Kokosmos – di Anna Radchenko

Un inno all'entusiasmo cosmico sovietico, che arriva online (non a caso) nel Giorno della Cosmonautica

0 – 5 | 2019 | CGI | Outer Space | Russia | Visual Poem

“Gloria al popolo sovietico, pioniere del cosmo!”, recitava un abbagliante manifesto della propaganda comunista per la corsa allo spazio. Kokosmos, cortometraggio della regista e fotografa Anna Radchenko, è un inno a quel meraviglioso entusiasmo collettivo.

Prendendo in prestito il titolo dall’agenzia spaziale Roscosmos, questo lavoro visuale di due minuti, definito un incrocio “tra fashion film, music video e cortometraggio sperimentale”, rilancia quel fascino magnetico che lo stile dell’astronautica prima sovietica e poi russa ha sempre esercitato.

La Radchenko combina CGI e live-action e dichiara di ispirarsi ai manga di Shintaro Kago, il fumettista underground che con lavori come Kagopedia, Super Conductive Brains Parataxis e Anamorphosis ha creato l’“ironic guro”, sottogenere dell’“ero guro” (ovvero l’“erotic grotesque nonsense”). L’occhio onniveggente della modella Yana Dobroliubova, corpo statuario e perfetto dalla stordente bellezza androgina, “esprime il nostro costante bisogno di esplorare e ricercare”.

Kokosmos

Il tema post-sovietico di Kokosmos è esaltato da musiche e design del suono di Lister Rossel, Utkucan Eken e dei We Are Playhead. “Sono nata nella Russia post sovietica – ha raccontato la regista – e sognavo fin da bambina lo spazio, l’ignoto e ciò che era là fuori, quasi come un’entità sconosciuta che stavamo cercando di raggiungere. Con Kokosmos ho voluto esprimere esattamente questo: la mia visione di come apparirebbero e come si sentirebbero lo spazio e questa presenza divina”.

Kokosmos arriva online (non a caso) il 12 aprile, dal 1961 il Giorno della Cosmonautica: ovvero quando, per la prima volta nella storia del mondo, un essere umano (il glorioso cosmonauta Jurij Alekseevič Gagarin) guardava il nostro pianeta dallo spazio. Lo Sputnik, la cagnolina Lajka e Valentina Tereškova continuano ad unire il potere e il popolo, il romanticismo e la tecnologia, il sogno e la realtà. “Orbitando intorno alla Terra nell’astronave – disse Gagarin – ho visto quanto è bello il nostro pianeta. Preserviamo e accresciamo questa bellezza, non distruggiamola!”. Davvero cosmico. Da vedere insieme a Wanderers di Erik Wernquist.

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Editor-in-Chief @ Good Short Films

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up