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Lights Out – di David F. Sandberg

"Per aspera ad astra": dall'indie alle major.

0 – 5 | 2013 | Horror | Live-Action | Supernatural | Sweden

Nel 2013 la casa di produzione inglese Bloody Cuts ha indetto un concorso per il miglior cortometraggio horror, mettendo in palio materiali per circa 13 mila dollari. I lavori sarebbero stati valutati da una rosa di personalità di spicco del genere, da Joe Dante alle reginette dell’indie, le famigerate Soska Sisters. Molti devono essere stati i partecipanti, ma solo uno il vincitore. La giuria ha optato per lo svedese David F. Sandberg, che no, NON è il regista dell’ormai celeberrimo Kung Fury.

La trovata su cui si regge Lights Out è semplice: c’è una presenza nel buio che sparisce, come tutti i babau, quando la luce viene accesa. Cosa fareste voi nei suoi panni?

Gettando un occhio al curriculum di Sandberg, si nota come sia uno che non sta con le mani in mano. L’esordio nell’animazione, nel lontano 2006, gli ha permesso di ottenere una prima professionalizzazione, per portarlo a lavorare ad alcuni documentari ed infine approdare a quella che dichiara essere la sua vera passione: l’horror e la fantascienza.

lights out 2

Possiamo dire che mentre si dedica in pieno giorno a lavori più commerciali, Sandberg cova nell’ombra un fuoco che lo spinge verso l’horror indipendente e che ha fatto la sua fortuna. Ma sarebbe ingiusto addossare tutto il merito a David e trascurare la vera regina dei suoi ultimi lavori, Lotta Losten, unica attrice dei cortometraggi ed in qualche caso co-autrice e non ultimo, moglie.

Si capisce che i due si divertono e lo fanno dimostrando un’ottima capacità di sfruttare i meccanismi del genere, rispettando i tempi giusti per fomentare lo spavento e facendo della semplicità la loro forza. Tre minuti non sono molti, ma evidentemente abbastanza per costruire piccole impalcature di tensione e soprattutto destare la curiosità dello spettatore. Come una preziosa scatola che custodisce un segreto che si rivela essere Jack in the box! Lo spavento!

Come già per molti altri autori (viene subito in mente lo spagnolo Andrés Muschietti ed il suo Mama), le loro capacità non sono passate inosservate, e grazie a James Wan che ha deciso di produrlo, quest’estate potremo vedere Lights Out in versione ampliata, direttamente sul grande schermo. A dirla tutta Wan non ci entusiasma, però facciamo il tifo per David e Lotta.

Luca Luisa

Luca Luisa

Amo il brutto perchè stimola la creatività. Mi piace scavare e scoprire tesori nascosti. Quando posso, provo a passare dall’altra parte dello schermo e con i miei compagni di Visceravisions creo incubi. Mangio carta stampata e non mi piace il pop.

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