Loading. Please Wait...
Scroll down

Rise – di David Karlak

La rivolta delle macchine questa volta è giustificata.

0 – 5 | 2015 | Dystopia | Live-Action | Sci-Fi | USA

In un prossimo futuro i robot sviluppano la capacità di provare sentimenti. L’imprevisto sconvolge l’umanità, che come un bambino spaventato, invece che riconoscere l’alterità, opta per l’annientamento. I robot rischiano così l’estinzione, ma c’è anche chi lotta clandestinamente per la sopravvivenza.

Rise è consapevole che non si può empatizzare per un tostapane, quindi le macchine sono state ragionevolmente dotate di un volto umano. La realizzazione è impeccabile dal punto di vista tecnico; dal punto di vista narrativo, pur in pochi minuti, vengono toccati temi interessanti, quasi biblici: l’Antico Testamento con un Dio crudele e vendicativo che cerca di distruggere la propria creatura dopo che questa ha acquisito l’autoconsapevolezza.

Siamo un passo oltre le atmosfere new-age da terra promessa e diaspora di Automata, e prima della tumultuosa apocalisse di Terminator, in un limbo/purgatorio in cui tutti soffrono, sia uomini che macchine, a causa della sordità e cecità di alcuni. L’umanità ne esce come al solito in maniera avvilente, antropocentrica fino all’estremo, ed incapace di godere della diversità che bizzarramente si genera all’interno di creature con un cuore di silicio.

Il regista David Karlak non è nuovo del settore: ha lavorato come visual effect supervisor per due lungometraggi, The Collector e The Collection, e come digital artist per Feast. La storia è stata scritta da Marcus Dunstan e Patrick Melton, altri due con le mani in pasta (alcuni titoli della saga Saw, la trilogia di Feast). Nel cast Anton Yelchin (Green Room, Burying the Ex, Star Trek, Terminator Salvation) e Rufus Sewell (Gods of Egypt, Eleventh Hour, The Illusionist).

Molti registi utilizzano il cortometraggio come palestra, altri come esca, cercando di dare fondo a tutte le proprie risorse per farsi notare da una major e poter fare il grande salto. Finanziato con una vincente campagna Kickstarter, il progetto Rise, fin dal suo pitch nel 2011, è stato pensato come “preparatorio” a un lungo, e già nel 2014, prima ancora di venir completato, è stato inserito all’interno di un evento legato all’OCULUS RIFT al Tribeca Film Festival’s Storyscapes Exhibition: indossando il visore si poteva esplorazione il frame (pare sia stato parecchio suggestivo).

Luca Luisa

Luca Luisa

Amo il brutto perchè stimola la creatività. Mi piace scavare e scoprire tesori nascosti. Quando posso, provo a passare dall’altra parte dello schermo e con i miei compagni di Visceravisions creo incubi. Mangio carta stampata e non mi piace il pop.

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up