Loading. Please Wait...
Scroll down

Room 8

Una misteriosa scatola trasforma la vita di un carcerato in un trip allucinatorio senza via d'uscita.

0 – 5 | 2013 | Special FX | Supernatural | Thriller | UK

Un nuovo carcerato è appena arrivato nella sua cella in una macabra prigione russa e tenta di ambientarsi e familiarizzare col suo nuovo compagno di stanza. Il “coinquilino” è di poche parole, ed intima all’ultimo arrivato di non aprire la misteriosa scatola rossa appoggiata sul letto. Ovviamente questa richiesta non verrà rispettata, ed il contenuto rivelerà una fedele riproduzione della cella. L’uomo non fa in tempo a complimentarsi per il lavoro di precisione, che accade l’impensabile: la sua stessa mano, appena infilata nella scatola, apparirà, gigantesca, davanti ai suoi occhi. E’ questo il momento in cui tutto smetterà di avere senso, e la storia prenderà una piega allucinatoria, illogica e claustrofobica.

Room 8 è un branded content sui generis, essendo uno dei corti vincitori dell’iniziativa Imagination Series della Bombay Sapphire, un contest creativo in cui registi di tutto il mondo sono chiamati a sviluppare un corto da un soggetto ideato dallo sceneggiatore premio Oscar Geoffrey Fletcher. I cinque film finalisti sono stati presentati al festival di Tribeca del 2013.  Ogni regista ha avuto carta bianca nello sviluppo della propria sceneggiatura, e James W. Griffiths ha usato la semplice idea di una scatola che per nessun motivo può essere aperta per realizzare un corto che unisce thriller, horror e fantascienza.

Stilisticamente e tematicamente il lavoro deve molto a Chris Nolan, il cui corto del 1997 “Doodlebug” ha delle evidenti similitudini con Room 8.  E’ anche difficile non pensare a David Lynch, grazie all’atmosfera straniante, l’abbandono della logica e il tema della ‘scatola nella scatola’, già vista in Mulholland dr., anch’essa tributo ad un altro grande del cinema, esplicitamente ispirata da Un chien andalou di Buñuel.

Discendenze cinematografiche a parte, questo è decisamente uno dei cortometraggi più innovativi in circolazione. Gli effetti visivi sono impeccabili, ed i continui colpi di scena, che vanno ad aggiungersi al già surreale mondo in cui ci troviamo, rendono impossibile distogliere lo sguardo. In poco più di 5 minuti Griffiths riesce a lasciare un segno forse più profondo di molti lungometraggi contemporanei. Non c’è spazio per digressioni o sviluppi di grandi tematiche. Ci si può chiedere se la scelta di ambientare il tutto in una cella possa essere una metafora per la vita dei carcerati e l’ineluttabilità di un’esistenza dietro le sbarre, ma poco importa. L’immediatezza e la genialità dell’idea qui rappresentata hanno in sé tutto ciò che serve a un cortometraggio: una breve incursione in un mondo che può anche andare aldilà della logica, ma che deve necessariamente colpire.

Il regista James W. Griffiths è uno dei giovani talenti del videomaking inglese. Il suo  primo corto “Splitscreen: A Love Story” ha vinto molti riconoscimenti, e in tutti i suoi lavori si ritrovano già cifre stilistiche molto forti, un forte senso della composizione dell’immagine, estrema cura alla fotografia ed un attento uso della musica. Room 8 è il suo ultimo lavoro, ed ha ricevuto il prestigioso premio BAFTA come miglior cortometraggio ad inizio 2014.

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

Flavia Ferrucci

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up