Loading. Please Wait...
Scroll down

Un pallido puntino azzurro

Una edificante animazione commentata da Carl Sagan, ci offre un prospettiva inattesa sulla nostra esistenza terrestre.

0 – 5 | Animation | Astronomy | Canada | Video Essay | 2011

Molti dei problemi che affliggono le nostre piccole esistenze terrestri sono spesso “risolvibili” con un cambio di prospettiva, di scala. Talvolta basta allargare il perimetro di una questione e vederla inserita in un contesto più ampio, per ridimensionarne la “gravità”.

Quando poi questo cambio di prospettiva riguarda l’umanità intera e la nostra presenza nello spazio profondo, allora si capisce bene perché l’astronomia, prima ancora di una scienza, diventa “una esperienza di umiltà che forma il carattere” come suggerisce il celebre scienziato e divulgatore Carl Sagan, in un famoso passaggio di Pale Blue Dot: A Vision of the Human Future in Space (1994), uno dei suoi libri più noti.

Un insegnamento tanto importante da spingere Adam Winnik, ex studente di Arti applicate e design allo Sheridan College, a laurearsi con questa animazione che illustra con disegni semplici ma accattivanti proprio il famoso passaggio, letto direttamente da Sagan in un vecchio reading, e accompagnato dalle musiche del compositore tedesco Hans Zimmer.

Il “piccolo puntino azzurro” cui fa riferimento lo scienziato americano è il nostro Pianeta fotografato venticinque anni fa dal Voyager 1, la sonda lanciata nel 1977 per esplorare lo spazio interstellare e contenente il Golden Record: un disco contenente suoni e immagini che rappresentano le diverse varietà di vita e cultura della Terra (nonché, tra le altre cose, le onde celebrali di Annie Druyan, che diventerà in seguito moglie di Carl Sagan).

Quella foto, scattata da circa sei miliardi di chilometri di distanza, è diventata una delle più importanti immagini astronomiche di tutti i tempi, e ispirò profondamente le riflessioni di Sagan sulla nostra esistenza in questo piccolo punto solitario nello spazio.

Riflessioni che hanno toccato il cuore e l’immaginazione del giovane illustratore canadese: «Ho sempre pensato agli scritti di Carl Sagan come “poesia scientifica”, perché privi di quella freddezza che spesso accompagna la scienza. Credo che le parole di Sagan risuonino oggi più che mai […] Questo estratto dal suo libro “Pale Blue Dot” mi ha letteralmente cambiato la vita, e spero possa cambiarla anche a voi.»

Qui di seguito il testo di Carl Sagan:

«Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L’insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole.

La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l’illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell’Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c’è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.

La Terra è l’unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c’è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora. Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l’astronomia è un’esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c’è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l’uno dell’altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l’unica casa che abbiamo mai conosciuto.» – Carl Sagan

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Tommaso Fagioli

Founder, creative director, curator @ Good Short Films. Fond of great stories, great thinkers, great booze. My motto is, your motto.

comments powered by Disqus

On Replay

scroll up